FORINO (AV). DI NOTTE LA CROCE SUL MASTIO DEL MONTE SAN NICOLA NON BRILLA PIÙ.

FORINO (AV).  DI NOTTE LA CROCE SUL MASTIO DEL MONTE SAN NICOLA NON BRILLA PIÙ.

FORINO (AV).  DI NOTTE LA CROCE SUL MASTIO DEL MONTE SAN NICOLA NON BRILLA PIÙ.Nella terra dei Sette Colli esiste un simbolo della storia a cui tanti , tantissimi forinesi sono da sempre legati. E’ la Croce sul mastio del Monte San Nicola la quale da anni anzi da decenni si staglia , con la sua grandezza sulla valle di Forino e sul montorese donando sicurezza e protezione . Soprattutto sul calar del buio notturno la sua luce illumina , le coscienze le anime , le sorti di tante persone le quali come una compagnia perenne, prediligono ammirarla sia dalle dimore abitative quanto per qualsiasi evenienza, si transita sulla strada dei due Principati nel tratto che va da Celzi a Montoro. Da anni abbiamo detto illumina le notti belle, quelle tristi, quelle turbolenti, quelle goliardiche di tutti i forinesi molto affezionati a lei. Ma in questi giorni ci sono giunte più segnalazioni che da diverso tempo, la Croce sul mastio del Monte San Nicola di notte sembra non illuminarsi piu’. Effettivamente non sappiamo quale che sia la reale problematica che preclude tutto ciò, ma come sempre ne approfittiamo dal profondo del cuore di segnalare la cosa alle autorità preposte compresa l’amministrazione comunale, nonché il Sindaco Antonio Olivieri affinché possa occuparsi della faccenda. Intanto diamo qualche pillola di storia inerente la Croce , facendolo grazie alle dettagliate parole dello scrittore Paolo D’Amato il quale in uno stralcio di un suo scritto ci indica l’origine della stessa ed il.motivo per il quale da anni sovrasta la Terra di Forino. Così Paolo D’Amato “Era il 1 gennaio del 1901, quando il sacerdote don Crescenzo D’Anzuoni fece innalzare sul mastio della torre dell’ antico castello una grande croce in legno, come segno di buon auspicio per il secolo appena iniziato. Pochi anni dopo, però, questa croce fu abbattuta dalla violenza del vento. Il buon proposito che aveva animato il sacerdote, fu ripreso qualche anno dopo, precisamente nel 1934, in occasione del Congresso Eucaristico che si tenne in Forino.
La Croce, fu realizzata dagli artisti forinesi del ferro Agostino Capuano, Luigi Avagnano, Alfonso Campaniello, Ciriaco Iacuzio, Carmine Santorelli e Ciro Parisi. Il giorno 23 aprile, dopo la celebrazione della Messa nella Chiesa Matrice della SS Annunziata, officiata dall’Abate di Montevergine Marconi, partì da quel luogo un numeroso corteo per raggiungere l’antica Chiesa di San Nicola e recarsi “…su i ruderi del medioevale Castello, a benedire la grandiosa Croce a ricordo imperituro del XIX Secolo dell’ Umana Redenzione e del nostro Primo Congresso Eucaristico”. La processione giunse sul luogo recitando il Rosario, e “…giunti sull’erta che ricorda le gesta guerriere dei nostri antenati, in quel punto così suggestivo donde si domina la immensa valle di Montoro, donde si vede, nei giorni sereni, un lembo del golfo di Salerno e paesi e borgate incantevoli, si alza la Croce e distende le sue ampie braccia in segno di protezione per le popolazioni che vivono ai suoi piedi.”. Ma anche questa Croce, come la precedente, fu abbattuta da un uragano di violenza eccezionale che imperversò su Forino qualche anno dopo. Passò del tempo, passò la tragedia della guerra, ma non tramontò il desiderio dei forinesi di rivedere la Croce lì sopra, in cima a quel mastio, simbolo di un passato lontano. E fu così, che nel 1950, tramite l’impegno economico del committente Angelo Rescigno, un emigrato negli U.S.A., l’artigiano Alfonso Campaniello, costruì una Croce ancora più maestosa, utilizzando una tecnica che la rendeva molto più resistente alla foga dei venti. Eretta in occasione dell’Anno Santo del 1950, ancora oggi sovrasta la nostra conca.” E diciamo ora speriamo che la sovrasti ancora per molto tempo visto che a quanto pare, oltre all’illuminazione notturna sembra che la rocca che la sorregge la , oramai millenaria, par presentare problemi di profonde fenditure che ne minerebbero la staticità . Ci interesseremo ancor più alla faccenda. DANIELE BIONDI