Forino (Av): Padre Marco Masi “Che la Pasqua del Signore ci liberi da questa pietra tombale chiamata Covid, affinché tutti insieme possiamo riabbracciarci e rivivere la Vita”

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È stata una Settimana Santa sobria, ma profondamente sentita quella passata in terra forinese. La paura, le preoccupazioni per una Pandemia chiamata COVid19 che aleggia, serpeggia silente, non ha fermato, non ha sconfitto i devoti locali a seguire con tutte le precauzioni, le prescrizioni del caso i Riti sacri svolti interamente nella Chiesa di San Biagio nel rione Pozzo. Ed i Padri Passionisti Padre Mirra, Padre Francesco Minucci e Padre Masi si sono donati, prodigati con preghiera, anima e cuore al fianco della gente locale. E Forino ha risposto con la voglia di rivivere, di ripartire, come si è visto ampiamente nella Celebrazione della Veglia Pasquale anticipata alle ore 20.00 per le misure restrittive anti COVID19. La gente vuole tornare a stare insieme, a stare unita come lo ha sempre fatto nel bene, nel male, nei momenti belli e quelli tristi. Forino è cosi’, é stata, e lo sarà sempre per buona pace del Covid. Lo stesso Padre Marco Masi nella sua pregnante omelia ha ribadito la necessita di dover ripartire al più presto, appena dopo Pasqua ” Rompiamo questa Pietra tombale del Covid che ci attanaglia, e ripartiamo un poco alla volta prima che sia troppo tardi” . Parole toccanti di un’ omelia toccante nella quale il sacerdote ha ribadito che a breve sarà indetta una Missione Passionista i cui protagonisti saranno i Giovani Forinesi. Un anno intenso di religiosità sta vivendo Forino, se già si pensa al Giubileo Passionista per i 300 anni della nascita del fondatore San Paolo della Croce che ha visto la cittadina irpina essere designata come sede Giubilare. Ora questa “nuova fiamma” la quale come nelle speranze e negli auspici di Padre Marco Masi, si spera possa riaccendere la strada della vita comunitaria ed aggregativa locale post Covid. Daniele Biondi

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