«Fronte comune per salvare il Moscati». La Cisl suona la carica: mobilitazione generale

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«Fronte comune per salvare il Moscati». La Cisl suona la carica: mobilitazione generaleAllarme Moscati, sindacato in pressing. Dopo il confronto in prefettura con il commissario Morlacco, le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl hanno chiesto al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Moscati, Giuseppe Rosato, un incontro urgente convocato per lunedì alle 14. Una verifica necessaria dopo le poco rassicuranti parole di Morlacco che non hanno certo contribuito a fare chiarezza sul futuro della struttura di contrada Amoretta. «Le motivazioni che ci hanno indotto a chiedere quest’incontro trovano ampio motivo dalla profonda delusione e contrarietà palesata dagli infermieri e tecnici di radiologia e laboratorio dell’azienda ospedaliera», precisa Silvestro Iandolo, segretario aziendale Cisl Fp. «Non è ammissibile che agli operatori del Moscati, che da anni vengono sottoposti a turnazioni massacranti, non venga data una adeguata risposta anche in considerazione della disponibilità che hanno dimostrato nei confronti dell’Azienda per sopperire a carenze e disorganizzazioni». Morlacco ha infatti ipotizzato l’arrivo di sette unità, un numero considerato insufficienti dagli operatori locali. Per poter ridurre le condizioni di emergenza sarebbe infatti necessaria l’assunzione di 15 medici e 30 infermieri. Sono inoltre da espletare – è  stato rimarcato dal personale medico – almeno 10 concorsi per il ruolo di Direttore di Unità Operativa Complessa, resisi vacanti in alcuni casi da anni e mai ricoperti. Un quadro decisamente critico che lascia aperta l’ipotesi di accorpamenti tra reparti e servizi. Nella verifica di lunedì il sindacato intende coinvolgere i vertici del Moscati «con le organizzazioni sindacali, le Rsu e i dipendenti in manifestazioni di protesta da organizzare sia in sede territoriale che a livello regionale, portare la vertenza della carenza di infermieri e tecnici al tavolo Massicci perché il risparmio sinora prodotto dall’Azienda venga destinato in parte allo sblocco del turn over. In una seconda fase chiederemo un ulteriore confronto con l’Azienda per gratificare i dipendenti attribuendo loro maggiori premialità per il lavoro prestato e per discutere dell’Atto Aziendale e del nuovo modello organizzativo», conclude Iandolo.

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