FUMO. Ancora fuoco per lo smaltimento dei rifiuti vegetali

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FUMO. Ancora fuoco per lo smaltimento dei rifiuti vegetaliDivampa, soprattutto in questo periodo, l’aspra polemica generata dall’introduzione dell’art. 13 del D.Lgs. 205/2010 che nel modificare l’art. 185 del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) stabilisce quanto segue: “paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericolosi…”, se non utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi o metodi che non danneggiano l′ambiente né mettono in pericolo la salute umana devono essere considerati rifiuti e come tali devono essere trattati. Pertanto, a norma del predetto articolo, la combustione dei residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale si configura generalmente come illecito smaltimento di rifiuti, sanzionabile penalmente oltre che amministrativamente ai sensi dell′art. 256 del D.Lgs 152/2006.  Ma nonostante ciò la norma in vigore non viene rispettata da tutti e soprattutto non fatta rispettare a tutti, infatti c’è molta tolleranza da parte degli organi preposti al controllo che intervengono nelle nostre zone solo se sollecitati dai cittadini esausti dal respirare fumo e solo fumo. Non tutti gli agricoltori compiono questa violazione oggi a non rispettare la legge sono i piccoli proprietari terrieri che non potendo acquistare mezzi per uno smaltimento diverso di tali  residui vegetali utilizzano la pratica più semplice che è quella del fuoco.  E’ indubbio che un sostegno agli agricoltori risulti fondamentale per avviare tale cambiamento ed evitare che una buona tutela ambientale possa contrastare con una efficace politica agricola, incentivando, di contro, l’abbandono dei campi e del mestiere più antico del mondo,  …ma, nel frattempo che lo Stato ed i comuni intervengano, laddove la norma non ammette eccezioni, per non incorrere in sanzioni, si consiglia di:

  1. Depositare i residui agricoli nei contenitori, se in piccoli quantitativi;
  2. conferirli nelle discariche pubbliche;
  3. acquistare un biotrituratore degli scarti vegetali e spargerli poi sul terreno, ricavandone così un composto organico concimante.  Ne guadagneremo in salute, in sicurezza, in qualità dell’ambiente

 

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