Grottaminarda ha festeggiato il 4 novembre centenario della Prima Guerra Mondiale

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Grottaminarda ha festeggiato il 4 novembre centenario della Prima Guerra MondialeNella ricorrenza del 100esimo anniversario della Grande Guerra, la città di Grottaminarda , ha reso omaggio ai soldati della prima guerra mondiale 1914 – 1918, con la posa di una Corona di alloro al monumento dei caduti, in piazza Vittoria .

La prima guerra mondiale di cui oggi ricorre il centenario, cambiò la storia dell’Europa ridisegnandone i confini di alcuni stati, come appunto avvenne per l’Italia. Ma, tutto ciò produsse anche l’ecatombe fratricida di soldati, di tutti quei paesi, che parteciparono al conflitto, compresi Americani, Inglesi e l’insieme delle nazioni dell’ex Impero Britannico. Con la prima guerra mondiale, si conclude l’era delle guerre risorgimentali italiane, completando così l’unità nazionale.

Proprio in questa prospettiva che l’Amministrazione Comunale di Grottaminarda ha voluto avvalendosi anche della sinergia di alcune Associazioni di Volontariato come ; Bagliori di Luce di Flumeri, FIDAPA, inserire nella manifestazione odierna anche un convegno per la presentazione di un libro di riferimento al risorgimento italiano come  “ Quella Garibaldina della mia trisavola “ di Angela Iacobucci, convegno che, si è  svolto nella sala consiliare Sandro Pertini.

Erano presenti; Angelo Cobino ( Sindaco di Grottaminarda ),  Domenica Marianna Lomazzo ( Consigliera di Parità della Regione Campania ),  Antonietta Raduazzo ( Presidente di Bagliori di Luce), Fulvia Bruno ( Presidente FIDAPA sez. Grottaminarda ), Gaetana Aufiero ( Storica e Scrittrice ) , Angela Iacobucci ( Autrice del libro ) e Giuliana Caputo ( Scrittrice ). Ha moderato il dibattito Virginia Pascucci ( Assessore al Comune di Grottaminarda.

Ha aperto il convegno  Angelo Cobino, che ha portato i suoi saluti e dell’Amministrazione Comunale ai convenuti e a margine del convegno ci ha dichiarato riferendosi ai giovani ; “innanzitutto partiamo dal concetto che bisogna avere  ed abbiamo grande rispetto per  i giovani attuali, che vivono forse anche una stagione di difficoltà da un punto di vista di valori ,e allora bisogna rispolverare questi valori , cento anni fa tantissimi giovani  i ragazzi del 1899 hanno sacrificato la loro vita per dare un valore fondamentale alla patria l’Italia. Per costruire l’Italia in continuità con quell’impegno del risorgimento  e quindi bisogna andare a rivedere quei valori attualizzarli per fare in modo, che ci possa essere sempre di più un impegno per la pace , per la concordia, per una diciamo connivenza civile più possibile  da realizzare. Questo convegno e la continuazione di quello che abbiamo fatto per la commemorazione del 4 novembre al monumento dei caduti, che vuole essere la giornata dell’unità d’Italia, la giornata delle Forze Armate e delle Istituzioni dell’ordine che per noi svolgono un ruolo fondamentale. E,  adesso con la presentazione  del libro della Iacobucci, riguardiamo all’aspetto della quotidianità degli anni dell’ottocento quando si andava  costituendo  l’unità d’Italia e quindi è un impegno forte . Nella storia dell’umanità, è un ricordo abbastanza vicino se andiamo a considerare metà anni ottocento, però sembrano anche abbastanza lontani e non dimentichiamo che c’è stato il secondo conflitto mondiale, che ha sconvolto ancora di più. Quindi bisogna tenere sempre alti questi valori , questi sentimenti,  per poter evitare attraverso il grande insegnamento della storia di evitare, che si possano diciamo replicare episodi del genere “.

Marianna Lomazzo “ in questo libro che vi abbiamo presentato rappresenta una delle tante donne che hanno lottato per la libertà quindi  per l’autodeterminazione per la libertà del nostro bellissimo paese. Però, io dico che comunque le donne continuano a fare la resistenza soprattutto anche in questi tempi moderni perchè appunto sono costrette a conciliare la loro vita lavorativa con il carico familiare che va a finire insomma tutto sulle spalle delle donne, dovuto anche al fatto che c’è una organizzazione della società che non ha ancora la misura di parità fra i due sessi. Per cui  alcune donne sono costrette a dimettersi dai propri posti di lavoro perchè non sanno a chi lasciare insomma  i propri bambini. E ancora molte donne ancora pur di mantenere il posto di lavoro,  si accontentano di lavori precari,  di lavori insomma meno pagati, o di quello che l’azienda offre, quindi c’è ancora una resistenza da combattere. Le nostre donne, soprattutto le giovani donne sono costrette a sorbire ancora i disagi che sono derivati dal precariato, da lavori non professionalizzati, da lavori appunto sottopagati che spesso non sono consoni alle competenze, alle passioni e alle loro intelligenze. Per cui, c’è bisogno come donne di lottare tutti i giorni per fare in modo, da far capire che la resistenza delle donne per conquistare parità di cittadinanza non è ancora terminata. Quindi, questi appuntamenti come oggi sono molto importanti perchè sono  messaggi positivi , che vengono lanciati alle nuove generazioni “.

Ha concluso il convegno Gaetana Aufiero ; “Un incontro  di grande attualità quello svoltosi oggi 4 novembre a Grottaminarda  in margine alla presentazione del libro di Angela Iacobucci “Quella Garibaldina della mia trisavola”! L’occasione per sottolineare quanto di romantico e passionale fu presente nei giovani volontari italiani della Grande Guerra, alcuni dei quali accorsi  anche dalle lontane Americhe dove erano emigrati per  cancellare  l’onta di sconfitte quali quelle di Lissa, di  Custoza… Il loro intervento  romantico ed appassionato,  teso all’esaltazione della bella morte, si inseriva lungo la linea della storia risorgimentale. Quello che i nostri soldati  trovarono al fronte fu  invece qualcosa di  totalmente nuovo ed inedito. la guerra di trincea che si traduceva nell’annientamento  pianificato del nemico ed un esercito meccanizzato , burocratizzato, come un’impresa. Una catena di montaggio che traumatizzava ed uccideva. Una guerra tecnologica che nulla aveva di romantico ed umano.  Sulle Alpi , lungo l’Isonzo ed il Piave  la nostra migliore gioventù lasciò la vita.. Pochi tornarono feriti nel corpo e nell’anima per scrivere poi , come l’irpino Vittorio Fulcoli nelle sue memorie,. che la Patria  che avevano conosciuta era come lo stazzo di una mandria di pecore cui viene fatta una sola concessione quella di valutare il gregge  e lo stazzo secondo il gusto personale “. 

All’esterno della sala consiliare, è stata dedicata una mostra fotografica ai soldati grottesi, caduti nei due conflitti mondiali.

Carmine Martino

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