Hospice Solofra, la lettera delle famiglie Dattolo e Venezia per ringraziare il personale

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Cure appropriate per contrastare la malattia, professionalità in ogni settore organizzativo e assistenziale, rispetto per la persona umana, amore verso chi soffre: una combinazione di fattori che ha reso il Pain Control Center Hospice di Solofra, il centro residenziale dell’Asl Avellino per le cure palliative e la terapia del dolore, una struttura di assoluta eccellenza nel panorama sanitario non solo regionale. 

L’Hospice ospita pazienti affetti da patologie progressive e in fase avanzata, offrendo sostegno anche alle rispettive famiglie. E spesso si instaurano storie di affetto, che a loro volta creano legami profondi tra i degenti e le rispettive famiglie con tutto il personale, formato dall’equipe medica dell’Asl Avellino e dagli operatori della Cooperativa Lavoro per la Salute e della Casa di Cura Sant’Anna.

Il personale che opera presso la struttura sanitaria dell’Asl irpina, l’azienda sanitaria guidata dal direttore generale Maria Morgante, ancora una volta, ha ricevuto una splendida testimonianza di affetto e di gratitudine, con l’arrivo di una lettera da parte delle famiglie Dattolo e Venezia, i parenti della signora Carmela, una paziente che ha lottato con tenacia contro la malattia. In ricordo della propria congiunta, che hanno amorevolmente assistito nel corso della degenza presso l’Hospice di Solofra, i familiari della signora Carmela hanno voluto quindi rivolgere un sincero e caloroso messaggio di riconoscenza nei confronti degli operatori della struttura sanitaria, scrivendo queste toccanti parole:   

«A tutto il personale dell’Hospice di Solofra. Un ringraziamento dal più profondo del cuore a tutto il personale del centro, indistintamente.

Vi siete dimostrati “Angeli” mandati dal cielo per allievare le sofferenze degli ospiti a voi affidati unitamente ai loro familiari.

Avete sempre dato prova, in ogni frangente, di umiltà, impegno e professionalità.

Grazie ancora per aver assistito con tanto amore e sensibilità la nostra congiunta Carmela, durante tutto il suo percorso di sofferenza.

Certi che da lassù anche lei vi sarà riconoscente, con affetto e stima salutiamo».

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