I carri di Sant’Antuono a Macerata Campania, venerdì 17 il clou della festa

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18 carri costituiti da soli uomini, perlopiù ragazzi giovanissimi, che cantano, battendo sui tamburi, “Non mi sposerò mai più: vogliamo le bambole, vogliamo le bambole per fare l’amor”, una vecchia canzone popolare italiana che prendeva in giro l’estrema pretenziosità delle madri nella scelta di una moglie per un figlio. Le bionde sono vagabonde, le more son traditore, la donna bruna porterà sfortuna.
Un paese storicamente agricolo, quello di Macerata Campania, in cui si celebra una festa più che sentita: i preparativi iniziano poco dopo la fine della festa e durano tutto l’anno. Si celebra Sant’Antuono il 17 Gennaio ed è una delle manifestazioni più antiche dedicate al santo protettore degli animali da cortile, risalente almeno al 1200. Se siamo abituati, in Irpinia, a pensare alla festa di Nusco come una di quelle più “in grande” dedicate al santo, dimentichiamo che invece la festa – come ci raccontano i suoi abitanti per le strade, orgogliosi – nasceva in provincia di Caserta, in questo strano paese, posto in pianura, dal nome omonimo a quello del capoluogo marchigiano.

Ci sono varie ipotesi sull’origine del nome, ma la più accreditata è che derivi dallo sfacelo avuto in seguito ad alcune battaglie (qui vennero “macerati” gli avversari), mentre qualcun altro fa riferimento alla “macellazione delle rose” e alla “macellazione della canapa”, che qui si coltivava (ma che fu introdotta solo dopo). Sicuramente l’economia del paese, così come in molti altri comuni limitrofi, si fondava fino a qualche tempo fa sulla coltivazione del tabacco. Tutte le famiglie, come seconda attività, piantavano il tabacco, con l’intento di costruirsi una seconda casa o mettere da parte un po’ di soldi per la famiglia. Oggi le cose sono state rese burocraticamente più difficili, ma resta comunque l’agricoltura una delle attività fondamentali di Macerata Campania.

La festa di S.Antuono, che ha già visto diverse date, arriverà al clou venerdì 17 gennaio.

Sebbene la lettera del parroco sul quotidiano locale affermi che “i giovani non si vedono alla messa a S.Antonio, come neanche a Natale”, la festa è sentitissima, e si ha come sempre in questi riti popolari l’impressione che paganesimo e chiesa cattolica s’intreccino. Sicuramente si tratta di una festa benaugurale, purificatrice (dal colera, dalla peste) e legata alla tradizione contadina, nella quale si approfittava per benedire animali e raccolti.

Il piatto tipico è la past’e’llessa, della pasta saltata con castagne lesse, cipolla e pancetta e che non si ritrova facilmente in nessun altro luogo, con un formato di pasta che si chiama Occhi di Lupo, anche detta a Napoli “past e’surdat” (pasta dei soldati). Piatto povero di un tempo, è oggi considerato molto pregiato a causa del costo delle castagne, provenienti da Roccamonfina. Si mangia inoltre il classico soffritto di maiale.
(Valentina Guerriero)

Programma Venerdì 17 Gennaio:

Mattino: santa messa, processione con la statua del santo e in seguito sfilata dei canti
Ore 12: fuochi pirotecnici in Piazza De Gasperi
Ore 13: sfilata dei carri in partenza da Piazza De Gasperi

Pomeriggio:
Ore 15.30: tradizionale riffa (lotteria)
Ore 16.30: inizio della sfilata dei carri ed esibizione alle 18 in Piazza De Gasperi
Ore 23.30: fuochi pirotecnici e premiazione

I carri di Sant’Antuono a Macerata Campania, venerdì 17 il clou della festa

I carri di Sant’Antuono a Macerata Campania, venerdì 17 il clou della festa

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