I giudici ordinano: “Tutor da rimuovere”, ecco cosa accadrà sulle autostrade

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La società Autostrade per l’Italia sarà costretta a rimuovere i Tutor attualmente installati per violazioni di brevetto. Tutto ruota intorno ad un vecchio contenzioso con una piccola azienda toscana (con due soli soci) per violazioni di brevetto. Nello specifico la Craft di Greve Chianti presentò a Romolo Donnini alla fine degli anni ‘90 un progetto relativo al dispositivo che calcola la velocità media delle auto. Al termine del confronto la società autostrade mostrò poco interesse nei confronti dell’apparecchio. La questione sembrava essersi chiusa dopo quell’infruttuoso faccia a faccia. Nel 2004 la svolta con il deposito del brevetto ideato da Donnini denominato Sicve.

A determinare la querelle giudiziaria fu la decisione delle Autostrade italiane di adattare la macchinetta progettata alla tecnologia utilizzata dalla Craft. La cosa non passò inosservata e l’azienda fiorentina decise di portare in tribunale la società di patron Donnini.

Il braccio di ferro a colpi di carte bollate è proseguito fino alla decisione dei giudici del palazzaccio che hanno riconosciute le ragioni avanzate dalla Craft stabilendo che l’apparecchio era stato ideato dalla piccola società fiorentina. Successivamente la questione si spostò davanti ai giudici della Corte d’Appello di Roma con l’apertura di un nuovo procedimento per contraffazione. Al termine di un serrato dibattimento è arrivata la pronuncia dei magistrati che costringerà Autostrade per l’Italia a rimuovere i tutor esistenti.

I giudici hanno ordinato alla società di non fabbricare, commercializzare e utilizzare il marchingegno utilizzato per rilevare la velocità media delle auto. Nello specifico il gruppo dovrà corrispondere la cifra di 500 euro per ogni giorno di ritardo nella rimozione degli apparecchi.

Inoltre la Craft avrà l’opportunità di chiedere alla società di Donnini di acquisire il brevetto ma l’operazione, al momento, non sembra rientrare nei piani di Autostrade per l’Italia. I tutor scompariranno dalle principali arterie del Bel Paese? In realtà il gruppo impugnerà la sentenza e, nel frattempo, ha già individuato una soluzione alternativa. Gli apparecchi saranno sostituiti con sistema innovativo e, nell’attesa, la società Autostrade si prenderà carico di pagare la prevista sanzione pecuniaria per garantire l’operatività e la sicurezza in attesa di completare la sostituzione del Sicve su tutto il territorio nazionale.

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