Il cyberbullismo, perchè continua ad essere presente nella società?

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Esposito Giuseppe Pio – Istituto Comprensivo Statale F.lli Mercogliano – C. Guadagni Cimitile (Na)

Cos’e il cyberullismo? E dove avviene??

Il cyberbullismo ha alcune peculiarità che aggravano alcuni elementi propri del bullismo, perché rende più disinvolti e disinibiti i carnefici e più impotenti le vittime. Anzitutto l’anonimato: il persecutore può nascondere la propria vera identità, sentendosi così al riparo da sanzioni e libero di agire. L’aggressione poi, non avvenendo di persona, diminuisce ancora la già scarsa empatia del bullo:alcuni studi internazionali hanno dimostrato come i cyberbulli spesso non sono capaci di comprendere l’effetto delle proprie azioni e le conseguenze sulla vittima. Questo “disimpegno morale”, accompagnato dall’anonimato delle azioni online, amplifica l’aggressività del bullo e nello stesso tempo causa un processo di dissociazione tra la vita online e offline. Il fatto che la violenza avvenga in rete poi elimina i confini spazio – temporali: la vittima è sempre raggiungibile dalle prepotenze, non ha tregua. Il noto psicoanalista dell’età evolutiva Massimo Ammaniti vede il mondo virtuale come una ragnatela che avvolge tutta la quotidianità dei ragazzi: le offese inseguono i ragazzi in ogni spazio e tempo della vita e l’umiliazione non è momentanea, ma rimane in rete potenzialmente per sempre e alla mercé di un pubblico illimitati. E oggi che la reputazione online è importante, la lesione sociale della propria dignità tramite cyberbullismo ha un impatto emotivo più disastroso.

Perchè continua il cyberbullismo alle medie??

· Adolescenza anticipata. I comportamenti che una volta erano tipici dell’adolescenza oggi compaiono già nell’età delle scuole medie senza che vi sia una maturità nell’affrontarle, tanto da parte dei ragazzi quanto da parte della famiglia. La preadolescenza, tanto quanto l’adolescenza, è “un’età che urge” sia per l’emergere di nuovi bisogni ed affetti, sia per l’urgenza del compito cui sono chiamati psicologi, educatori, insegnanti e genitori». Verso i 12 anni infatti iniziano i grandi cambiamenti fisici e psicologici e la definizione dell’identità, che «non è più semplicemente rispecchiata nello sguardo dei genitori, ma necessita di un nuovo orizzonte relazionale: quello del gruppo dei pari, che segna il superamento delle dipendenze infantili e diventa un luogo di sicurezze affettive che passano dall’accettazione da parte degli altri.

· Nativi digitali. I nati dal 2001 in poi sono considerati nativi digitali, ovvero cresciuti in un mondo in cui la rapida espansione della comunicazione via internet e la sua facilità di accesso la hanno resa un’esperienza, per loro, già connaturata alla quotidianità. Gli adolescenti e i preadolescenti di oggi sono dunque i primi ad essere connessi con il mondo, fin dalla prima media, tramite i social che per loro sono strumenti di relazione irrinunciabili. E hanno molte più probabilità di fare esperienze devianti online anziché dal vivo.

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