Imperia. Sara Rodolao presenta il suo nuovo libro:“Il Tarlo di Orlando”,Edizione Meligrana.

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La scrittrice Sara Rodolao è nata a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia (Calabria), ma risiede in Liguria. Dando uno sguardo alla carta d’Italia ci si rende conto che ha compiuto un vero salto in lungo, percorrendo tutta l’Italia, dalla punta dello stivale, su, in alto, per seguire il suo destino. Tuttavia ciò non le basta: viaggia, sia con il pensiero che con il corpo, seguendo il percorso della sua poetica che la fa tornare indietro nella sua terra d’origine o raggiungere i molti luoghi che l’hanno accolta in quanto vincitrice di un premio letterario: Pistoia, Roma, Milano, Reggio Emilia, Catanzaro, Sanremo, La Spezia, Napoli, Padova, Malta, Aosta, Spoleto e molte altre località dove è andata a “cogliere un fiore” per il suo operato di poetessa e scrittrice. Questo mi ha colpito davvero, in quanto la sua figura giovanile e snella sembra possedere uno splendido elan  vital che passa, si direbbe “col tocco”, a quanti la conoscono, anche per brevi momenti.

Personalmente l’ho conosciuta ad un premio letterario e di poesia dove eravamo entrambe vincitrici. Poi più, fisicamente. Però la seguo e l’ho seguita sia per i romanzi, i racconti e le poesie (sue), che ho letto con molto piacere, sia per la presenza costante in ambiti artistici e su face book, dove non si può non notarla per la vivacità delle immagini, delle poesie che pubblica, per le moltissime volte in cui viene premiata in tante occasioni.

https://www.facebook.com/Sara-Rodolao-Poetessa-Scrittrice-205619896142773/

https://www.facebook.com/sara.rodolao

Ho letto da poco di lei: “Alta Marea”, Poesie; “Il Tarlo di Orlando”, Romanzo e “Quel profumo di zagare”, Romanzo.

-“Ci sono giorni non vissuti,/ in cui vai in giro col torace vuoto,/ perché il cuore rifiuta di seguirti”-

Questa piccola frase poetica, da sola, già basterebbe a descriverla: con poche parole rappresenta uno stato mentale che, purtroppo, pochi di noi non hanno conosciuto ed in cui mi sono immersa con sofferenza.

Fa parte della capacità di questa scrittrice, riuscire ad esprimere gli stati d’animo dei suoi personaggi, che sembrano esseri umani con una vita vera. Li descrive puntualmente nel presente e poi ci accompagna, tenendoci quasi per mano, nella loro vita trascorsa, nelle motivazioni più intime dei loro comportamenti, quasi volesse spiegarli, scusarli, anche se potrebbero sembrare inaccettabili.

Nel “Il tarlo di Orlando”, il proprietario terriero “Don Orlando” è vittima della sua genetica, che non gli permette di fuggire dal suo “essere se stesso”, anche se, violentemente, lo vorrebbe. Vittima del modo con cui è stato cresciuto e degli errori degli avi. Giulia diversamente, se pure dovrebbe essere “l’oppressa”, riesce a sganciarsi dal “personaggio” che le imporrebbe la sorte. Per sganciarsi da se stesso Don Orlando, invece, per riuscire ad essere diverso da sé, deve rinunciare ad essere.

 In “Quel profumo di zagare” l’emigrazione verso altre terre toglie a Michele la stabilità del suo essere atavico. Lo sconvolge, lo costringe ad un ritorno su se stesso che non gli consentirà più di trovare ciò che ha lasciato. Michele ha lanciato un seme, che tornerà a lui come albero, per cambiargli la vita.

Concludo con una brano delle poesie di “Alta marea”, laddove ogni donna che vuole essere tale e apprezzare il dono fattole dalla natura può riconoscersi:

-“Se essere donna”.-  Già la prima “strofa” dice tutto:

-“Se essere donna è lottare per Essere (…)”-

Così ci si rende subito conto che Sara intenda ESSERE. Restando donna, madre, moglie, poetessa, scrittrice e lanciando avanti un sorriso che sembra quello di una persona che non ha mai conosciuto le difficoltà della vita. Però non è così:

-“Talvolta cado quando meno me lo aspetto,/ come un sasso nel pozzo senza fine della sua assenza; (…)”-

Tuttavia:

 -“Se mai fosse concesso/ un’altra vita da vivere, la vivrei allo stesso modo di questa: (…)”-

E siamo vicini  all’essere il “Superuomo” di Nietzsche, per cui, se un diavoletto ti suggerisse all’orecchio.

-”avresti il coraggio di rivivere la tua vita esattamente come l’hai vissuta, con tuti gli errori e le sofferenze”-

 si potrebbe rispondere. “SI’”. Perché quello che siamo oggi dipende dal nostro passato e “ci stiamo bene così”.

Dicono di lei:   Risiede a Imperia, collabora con riviste letterarie ed e inserita in diverse antologie. Suoi componimenti sono motivo di studio in scuole pubbliche. Ha partecipato  a   molti  concorsi  di   poesia   e  narrativa,  ottenendo  sempre importanti affermazioni.

In particolare: 1° Premio Città di Maresca a Pistoia, 1° Premio Ungaretti a Roma, 1° Premio Calendimaggio a Milano, 1° Premio Trofeo del Po a Reggio Emilia, 1° Premio Citta di Catanzaro, 1° Premio Cifrò dei Fiori a Sanremo, 1° Premio Giovanili Fontani a La Spezia,  1° Premio Giuseppe   Giusti a Monsummano Terme, 1° Premio Speciale Costa Azzurra, 1° Premio Targa

d’argento a Napoli, 1° Premio Cifrò di Campagnola a Padova, 1° Premio Città di Diano Marina, Premio Città di La Valletto a Malta, 1° Premio Donne in opera, Aosta; 1° Premio La più bella poesia d’amore, Alassio. Per meriti culturali ha ricevuto la medaglia d’oro dell’operosità nell’arte dalla Legion d’oro di Roma, nell’ambito del concorso Città di Sant’Agata dei Goti a Benevento. 1° premio “Selezione -ospite d’onore 2014- alla carriera di poetessa e scrittrice. Premio San Leonardo città di Imperia per la cultura. (E molti altri).

Bianca Fasano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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