IRPINIA. Allarme ungulati, selecontrollori in azione nelle aree agricole con maggiore vulnerabilità e prossime al raccolto, in particolare nei vigneti delle tre Docg, noccioleti e castagneti.

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È quanto emerso dall’incontro che l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Avellino, guidato dal presidente Ciro Picariello, ha promosso con la Regione Campania per far fronte alla problematica dei cinghiali che stanno devastando le aree agricole.

Al tavolo, che si è tenuto presso la sede dell’Ordine a corso Europa, hanno partecipato il presidente Picariello, il vice Antonio Capone e il tesoriere Francesco Castelluccio. Presenti il consigliere regionale Maurizio Petracca vicepresidente della Commissione Agricoltura, il presidente dell’ATC Avellino Antonio Raffaele e Valerio Toscano per il  CRIUV Regione Campania.

A sottoscrivere il documento inviato alla Regione Campania sono state le associazioni di categoria: CIA  Avellino, Confagricoltura Avellino, Confcooperative, Acli Terra Avellino, il Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, Consorzio Olio DOP Irpinia Colline dell’Ufita\Ravece, Consorzio “Terre Campane”, Comune di MONTELLA – Castagne IGP, le cooperative (Nocciole Irpine, Apoaat, Aipo, Filoverde, la Molara)

L’incontro è servito a rimarcare le problematiche, a conoscere lo stato dell’arte sulle eventuali misure messe in campo nel breve periodo per far fronte  all’emergenza ungulati e per suggerire misure per il lungo periodo.

Dopo l’apertura fatta dal presidente Ciro Picariello, tutti i partecipanti hanno espresso profonda e univoca  preoccupazione per l’eccessivo proliferare di animali selvatici, della specie cinghiale, sull’intero territorio provinciale. In particolare, in questo momento le zone più vulnerabili sono quelle con le produzioni in atto, sia corilicole che viticole.

Dopo un anno di lavoro  quando si è in raccolta o prossimi alla raccolta, branchi di cinghiali, distruggono il futuro di intere famiglie.

La proliferazione senza freni, soprattutto, dei cinghiali, avutasi a seguito del mancato controllo durante la pandemia, sta mettendo a serio rischio non solo le produzioni agroalimentari, ma anche l’equilibrio ambientale delle zone agricole. Non solo. La situazione è diventata incontrollabile con rischio anche di importanti incidenti a privati cittadini, coinvolgendo anche la pubblica incolumità.

È stato chiesto alle istituzioni e a tutti gli organi competenti presenti, in particolare alla  Regione Campania, che vengano adottate tutte le azioni atte al contenimento degli ungulati agendo con misure di somma urgenza.

Al momento nel breve periodo solo i selecontrollori, squadre formate per abbattere il cinghiale su tutto il territorio provinciale.

Sul tavolo anche altre proposte di lungo periodo, per pianificare il futuro piano di azione di lotta agli ungulati, che vedrà anche la possibilità di:

– catturare i cinghiali con i chiusini;

– la possibilità della “girata”, pratica di caccia al cinghiale utilizzabile anche in zone antropizzate;

– consentire ad agricoltori/cacciatori provvisti di tutte le autorizzazioni necessarie, di abbattere i cinghiali nei fondi da loro condotti;

– snellire, da parte della regione Campania, le procedure burocratiche che assolutamente ingessano il sistema di azioni di lotta e prevenzione ai cinghiali e di fare richiesta di modifica della legge nazionale in materia di abbattimento dei cinghiali.

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