La fashion blogger Marianna Bonovolontà al Festival del Cinema di Venezia

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a cura di Giuseppe De Carlo

La fashion blogger Marianna Bonovolontà al Festival del Cinema di VeneziaLa style coach, cool hunter e scrittrice, Marianna Bonovolontà, con classe e charme conquista il pubblico del Festival di Venezia sul red carpet per il suo appello contro il body shaming. Quest’anno questa settantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia ha visto prevalere “la vie en rose” avendo come protagoniste le donne, le loro storie forti, e i loro sentimenti. Infatti, ci sono otto registe che concorrono per il concorso ufficiale, e tantissime concorrenti nelle sezioni “Orizzonti”, “Giornate degli autori” e “Settimana della critica”. Un record senza precedenti. Inoltre, anche tante icone femministe in qualità di presidenti di giuria, come Cate Blanchett e Claire Denis e, madrina di tutto, un’attrice di piglio come Anna Foglietta. Tante le donne che hanno sfilato sul red carpet, tra queste la poliedrica Marianna Bonavolontà, cool hunter, imprenditrice, scrittrice del libro “La ragazza col Genio in Valigia”, e fashion stylist. Una bella mente creativa, esuberante, e solare che si è prestata ai flash dei fotografi presenti sul red carpet del Festival insieme al modello Riccardo Stellini, lanciando un messaggio coerente con le tematiche sociali protagoniste di quest’edizione e particolarmente attuale in questo periodo: no al body shaming. La Chic Advisor sui social e in una serie di interviste, ha dichiarato – “Basta considerare la normalità come anormalità. Per troppo tempo donne normali, magari giovanissime, hanno cercato di imitare modelle magrissime con conseguenze catastrofiche. Bisogna essere se stessi, perchè è nell’autenticità che si trova l’essenzaOggi grazie ai social, che sono a mio avviso uno strumento straordinario di comunicazione biunivoca, le persone vere hanno finalmente trovato un loro posto nel mondo; hanno conquistato dignità, rispetto, importanza. Sono volti e corpi che ci rispecchiano e che rappresentano  una normalità non stereotipata e per questo unica“. Continuando ha riferito “che il body shaming è bullismo, è violenza.  In passato mi sentivo inadeguata a causa delle mie forme. Spesso ho dovuto fare i conti con chi senza pensare alle conseguenze mi ha etichettato con parole brutte. Sono stata male, ma poi ho messo spalle al muro tutta la negatività che mi attorniava. È fondamentale e necessario che dai profili di ognuno di noi, di tutti gli influencer e dei personaggi famosi, passino messaggi importanti e autentici. Questo Festival è prezioso perché attira l’attenzione del mondo intero ed è, quindi, un canale di trasmissione fondamentale per messaggi così importanti. Ho indossato un abito che mette in risalto le mie forme e la mia femminilità. ovvero un corsetto di Nicoletta Lucerna, proprio per spronare i presenti, chi mi segue, e tutti coloro che non si sentono a loro agio a valorizzarsi piuttosto che demonizzarsi… Nutritevi di bene, gentilezza e bellezza autentica“. A breve saranno pubblicati due suoi libri (“La ragazza col genio in quarantena” e “La ragazza col genio in valigia”) e sarà pronta la sua linea di magliette che ispirano un’incorraggiamento alla gentilezza perchè dall’eleganza, da sempre, parte l’anima.

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