La neonata piange, il padre le dà un pugno e la uccide. In carcere uccidono anche lui

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Liam Deane, 22enne inglese, era in galera da neanche un mese per l’omicidio della figlioletta, una bimba di appena due giorni, avvenuto l scorso luglio. Un altro detenuto lo avrebbe ammazzato.

Era in carcere da circa un mese per l’omicidio della figlia. Liam Deane, 22 anni di Wakefield, West Yorks, è stato trovato morto nella sua cella nel penitenziario HMP Leeds. Un altro detenuto John Westland, 28 anni, è accusato del suo omicidio. I fatti per cui Deane era in carcere sono avvenuti lo scorso luglio. L’uomo avrebbe ammazzato la piccola Luna dopo due soli giorni dalla sua nascita perché la bimba non smetteva di piangere.

Il giovane teneva in braccio sua figlia dopo che la mamma, Karen Bissett, 21 anni, era andata a letto per riposare un po’, Luna però non ne voleva sapere di dormire e il padre, colto da un raptus l’ha colpita con diversi pugni alla testa. Colpi che le hanno causato gravissime lesioni cerebrali, oltre che sul viso e il resto del corpo. Deane aveva poi fatto finta di nulla, rimettendo la bimba moribonda nella sua culla. Il giorno dopo aveva detto alla compagna che la figlioletta era caduta e la donna l’aveva immediatamente portata in ospedale. Vedendo le condizioni della piccola i medici avevano subito sporto denuncia, così poco dopo il padre aveva confessato.

Luna era morta dopo tre giorni dal ricovero: un medico aveva definito “catastrofiche” le lesioni subite dalla piccolina. Anche il suo legale, Richard Wright, non aveva potuto far molto per difenderlo: “Nella mia arringa non c’è spazio per spiegare le azioni del mio assistito. Liam avrà molto tempo per riflettere su quello che ha fatto in carcere…”. Ma è evidente che non sarà così…

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