La Parola della Domenica. “Dio comincia sempre dagli ultimi …”

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TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO     – ANNO A –
Dal Vangelo secondo Mt 4,12-23
Il Vangelo di questa domenica ci permette di contemplare Gesù nei  primi passi della sua attività missionaria, e anche in questo contesto, ci fa comprendere quali sono le sue scelte perché le facciamo nostre. Gesù inizia il suo ministero nella Galilea, una regione provata perché continuamente attraversata da popoli stranieri. Era considerata, dunque, una terra di passaggio e non le veniva attribuita nessuna importanza particolare.
Notiamo una costante del comportamento di Dio: mettersi dalla parte degli ultimi; avvicinarsi a chi viene allontanato dagli altri. E proprio in quella regione Gesù dice le sue prime parole: ‘’Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino ’’.
‘’Convertitevi!!’’ cioè ‘’ mettete in discussione voi stessi ‘’, ‘’ cambiate mentalità!!!’’ ‘’convergete, in tutto ciò che siete, verso l’unico Signore della vita!!!’’
Chi sono i primi che vengono chiamati da Gesù? Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni.
Persone semplici, modeste, non colte. Il Signore avrebbe potuto riservare per sé  l’impegno dell’annuncio del Vangelo? No! Gesù vuole collaborazione; Egli è felice nel poter coinvolgere, gli uomini e le donne, nell’opera della salvezza.  Chiediamoci con sincerità: noi siamo collaboratori di Cristo?  Spesso, noi sembriamo solo consumatori di culto, invece di essere persone vive che hanno sentito una chiamata; sembriamo gente mossa da abitudini religiose invece di essere annunciatori attivi del Regno di Dio, cioè di Gesù Cristo. Ma come dobbiamo essere collaboratori di Cristo? San Paolo, nella seconda lettura, manifesta tutta la sua sofferenza alla comunità cristiana di Corinto perché era divisa. E la divisione, nella Chiesa, non annuncia Cristo ma è una smentita di Cristo!
La nostra prima collaborazione, il nostro essere missionari del Regno, sta innanzitutto nel volere l’unità, la pace, la misericordia, l’amore. L’apostolato cristiano non è una gara vanitosa a chi fa di più ma è soprattutto una vita nella carità; la vita di Dio in noi, nella famiglia, nella comunità. In ogni momento della nostra esistenza dobbiamo brillare di Dio, perché la Sua luce entri nei cuori bui e scoraggiati e infonda gioia e speranza. Siamo capaci di questo?  Dire: ‘’io credo in Dio’’,  significa assumersi l’impegno di renderlo presente nelle nostre parole e nelle nostre azioni. Apriamoci al Signore della vita ‘’ perché anche altri abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza …’’.
Buona e santa domenica a tutti!

Don Giuseppe Parisi

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