L’ANGOLO DELLA POESIA. Le poesie di Davide Morelli

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Davide Morelli è nato a Pontedera nel 1972. Si è laureato in psicologia con una tesi sul mobbing. Alcuni suoi testi sono apparsi su “Nazione indiana”, “Poetarum silva”, “La mosca”, “Il filo rosso”, “Nugae”, “L’ombra delle parole Rivista Letteraria Internazionale”, “Scuola di poesia”(rubrica del quotidiano “La stampa”),”Poesia da fare”, “La clessidra”, “Il segnale”, “Inverso”, “Osservatorio letterario”. Un suo saggio breve intitolato “Scrivere” è stato pubblicato su Vicoacitillo. Il suo “Manifesto dell’impoesia” è stato pubblicato su “Yale Italian Poetry” per un’inchiesta internazionale sulla prosa poetica. 48 sue quartine sono state pubblicate su “Italian poetry review” x(rivista di poesia italiana della Columbia University). È stato inserito nelle seguenti antologie: Pisanthology”(Giulio Perrone editore), “Il segreto delle fragole 2009″(Lietocolle), “Il segreto delle fragole 2010″(Lietocolle), “Tra erotismo e santità”(Lietocolle), “Taggo e ritraggo”(Lietocolle), “Arbor poetica”(Lietocolle), “Calpestare l’oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale”(La cattedrale), “La fanciullezza”(Zona editrice), “Oltre le nazioni”(edizioni Cfr), “Intelligenze per la pace”(edizioni Cfr). Ha pubblicato due ebook su LaRecherche.it: “Dalla finestra” e “Varie ed eventuali”. Scrive aforismi, riflessioni, racconti brevi.

Ecco alcune poesie

Una vita

Si estinguono gli echi di un giorno

che doveva essere uguale agli altri.

Svaniscono riverberi e riflessi.

Si usa dire: “nel mondo dei più”.

Infatti sono più i morti dei viventi.

È più facile essere morti che vivi.

Nessuno però dica mai

che è andata perché così

doveva andare.

Ciò che è accidentale,

improvviso o prematuro

non può vanificare l’essere,

la sostanza di una vita.

Lo ripeto più volte a me stesso

come un mantra.

Noi non possiamo che

fare bilanci provvisori.

Viviamo tra mille incognite.

Nessuno dica: “a conti fatti”.

Neanche giudichi a posteriori.

È tutto incomprensibile.

Ma qualcosa sempre rimane

nella memoria,

nelle più intime fibre.

Ipotesi

Potremmo essere ologrammi

fluttuanti in molte dimensioni.

Trascendendo lo spazio e il tempo,

potremmo abitare il multiverso.

Ma al momento è solo una ipotesi

fantasiosa, se non delirante.

Direi una ipotesi tra le tante.

 

Trasloco

Nel trasloco ho buttato via mille libri

perché erano sottolineati

e non potevo darli alla biblioteca.

Dovevo sbarazzarmene soltanto.

Non potevo fare altrimenti.

Un giorno anche noi saremo

superflui, ingombranti

o comunque sottolineati

dalla vita. Non ci sarà rimedio

alcuno allora per noi.

 

Progresso

Nell’antichità nessuno scriveva

a nessuno, neanche per un’incombenza.

Esercitavano di più la memoria.

Oggi abbiamo dei supporti.

Oggi i social fungono da memoria episodica.

La memoria, anche quella storica,

la conserviamo nei dischetti.

Non ci resta che rielaborare i dati,

sperando che non vengano resettati

o hackerati. Anche l’evoluzione

d’altronde ha le sue falle.

 

Vivi e morti

Le parole dei poeti morti

sono scolpite nell’eternità.

Le parole dei poeti morti

sono degli oboli dal cielo.

Cercate di voler bene anche

ai dilettanti e ai mestieranti,

che sono ancora vivi.

Scusateci se le nostre parole

sono approssimative e transitorie.

Le parole dei vivi

sono testimoni del mondo

e ricompongono il presente.

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