L’essenza dei territori del Sud al Vinitaly 2019 con Claudio Quarta Vignaiolo e le sue tre cantine

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L’essenza dell’Irpinia e del Salento, l’autoctonia, il bagaglio di tradizioni, l’arte, la sostenibilità di suolo e ambiente: è il Sud visto (e vissuto) da Claudio Quarta Vignaiolo che sarà alla 53a  edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale dei vini e distillati di Verona, con i nuovissimi progetti e le anteprime delle nuove annate dei vini prodotti nelle sue tre cantine del Sud.

Dal 7 al 10 aprile nello stand XY  Alessandra e Claudio Quarta hanno presentato in anteprima le nuove annate del Moros 2016 Salice Salentino Riserva DOP, lo straordinario cru prodotto nella omonima cantina di Guagnano, nelle Terre del Negroamaro, secondo il rarissimo progetto di “Un vigneto, una cantina, un vino”; la nuova annata di Oro di Eméra 2017, Primitivo di Manduria DOP, l’etichetta più pregiata prodotta a Tenute Emèra, la cantina ipogea nel cuore delle DOP di Manduria e Lizzano in Puglia affacciata sul mare, che prende il nome dal colore delle sabbie all’ora del tramonto, su cui si coltivavano gli alberelli di Primitivo. Sarà presentata anche la nuova annata 2018 di Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Falanghina e Suavemente, prodotti nella irpina Cantina Sanpaolo.

E proprio da Cantina Sanpaolo proviene l’ultimissimo progetto di casa Quarta: i Vini di Totò, due etichette d’autore per due blend da vitigni autotconi anche minori della Campania, con cui prende il via il progetto celebrativo ‘A Livella dedicato al grande Totò, realizzato in collaborazione con la famiglia De Curtis.

Il nuovo progetto è stato presentato al Vinitaly da Alessandra e Claudio Quarta in compagnia di Elena Anticoli De Curtis, presidentessa dell’Associazione Antonio De Curtis, in più appuntamenti, in cui sono state presentate anche le esperienze enoturistiche delle tre cantine insieme al progetto di Cantina con Cucina di Tenute Emèra, dove la prossima estate ripartiranno le “Cene sotto le stelle” nella bellissima corte della vecchia masseria ristrutturata che ospita la cantina ipogea.

Federica Guerriero 

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