Marigliano: sapori, ambiente e bersaglieri a Lausdomini

adsense – Responsive Pre Articolo

 Marigliano: sapori, ambiente e bersaglieri a LausdominiMARIGLIANO – Per un giorno Lausdomini ritrova la propria identità agricola riscoprendo i valori dell’amore verso la nazione e il paesaggio. Il miracolo è arrivato grazie all’intervento della Coldiretti e della fanfara dei bersaglieri sanniti, che sono riusciti a portare una speranza in questi territorio devastato dalle ecomafie e dalle mancate bonifiche. L’occasione è stata offerta dal taglio del nastro della prima sezione dei bersaglieri, dedicata a Giuseppe Auriemma, bersagliere e nonno dell’ex consigliere comunale, Michelangelo Esposito Mocerino, uno dei tre superstiti della prima spedizione in Grecia durante la seconda guerra mondiale dove persero la vita 2997 suoi commilitoni. Momenti drammatici che il signor Auriemma ha sempre tenuto in vita attraverso i propri racconti.

L’omaggio, poi, al suo impegno con l’apertura di questa sezione riunendo valori e amore per l’identità culturale. La fanfara guidata dal professore Pasquale Napolitano ha onorato l’inno di Mameli emozionando il pubblico presente. Migliaia le persone scese in piazza che hanno partecipato a questa lunga maratona dedicata all’ambiente, contro le ecomafie e gli sversamenti abusivi. Al taglio del nastro della sezione, che ospiterà diverse associazioni erano presenti anche Franco Monda, presidente del comitato festa che ha provveduto ad allestire le luminarie e un concerto musicale per animare la ridente frazione alle porte di Marigliano.

La sede ospiterà anche un Caf e l’associazione ambientalista Gruppi di Ricerca Ecologica riconosciuta dal Ministero dell’ambiente, il circolo italcaccia e l’associazione giovanile Progresso giovani di Massimiliano Monda. Per l’occasione sul palco è stata presentata anche la Mariglianese calcio che ha manifestato il proprio rammarico per la mancata apertura del campo di calcio santa Maria delle Grazie, che resta ancora off limits. “E’ stato un successo senza precedenti. Questo territorio –spiega Michelangelo Esposito Mocerino- non merita discariche, deve ritrovare la propria identità agricola. Lausdomini era terra di pomodoro san Marzano e di patate e non di rifiuti. Questa sede sarà un osservatorio contro le ecomafie e un punto fermo per giovani e gli anziani”.

adsense – Responsive – Post Articolo