MASSIMO PICONE (CISAL METALMECCANICI) : “SISMA, 40 ANNI DOPO, UNA IRPINIA DA RIVITALIZZARE SUL PIANO INDUSTRIALE”

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Ricorre il 40esimio anniversario dal sisma dell’80 che colpì l’Irpinia causando lutti e devastazioni. Oggi chiediamo al segretario provinciale della Cisal metalmeccanici Massimo Picone, un ricordo e possibili idee su prospettive per le zone industriali nel settore metalmeccanico nella provincia irpina:

“Quando la nostra terra fu colpita dal sisma avevo appena 10 anni ma ricordo nitidamente quegli attimi di terrore vissuti in famiglia e tutto quello che accadde dopo, vissuto con gli occhi di un bambino nella centrale e martoriata Via Generale Cascino. Passando al discorso prettamente lavorativo, in merito allo sviluppo delle zone industriali irpine non posso non confermare che sia nata una industrializzazione di carattere importante anche nel settore metalmeccanico. Diversi stabilimenti sono nati e hanno dato lavoro, producendo, come per altri invece c’è stata una sorte diversa. Oggi, a 40 anni dal sisma è fondamentale parlare di investimenti mirati al fine di creare infrastrutture che possano garantire lavoro ma che diventino anche insediamenti produttivi votati alla realizzazione di opere che possano garantire un futuro occupazionale. La sfida che ci troviamo a combattere come sindacato con la Cisal è legata prettamente al mantenimento dei livelli occupazionali, guardando anche allo sviluppo, con una attenzione particolare al fenomeno della desertificazione che si riscontra tra i giovani in particolare in Alta Irpinia. Difendere il lavoro, nel settore metalmeccanico come in altri comparti, oggi è una battaglia del nostro sindacato considerando il difficilissimo momento di crisi legato all’emergenza Coronavirus. Questo è uno dei fronti di discussione quotidiana tra colleghi della Cisal. Dobbiamo continuare a lavorare con diligenza e tenendo conto dei bisogni degli operai”.

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