Mercati finanziari: attenzione a titoli big tech, petrolio e cambio euro dollaro

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L’inflazione in aumento e la ripresa economica spingono il rialzo della domanda di petrolio, tuttavia se il greggio rappresenta oggi la risorsa energetica principale nel mondo in futuro lo scenario potrebbe essere diverso. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha deciso di offrire il suo contributo alla rivoluzione verde, sostenendo la decarbonizzazione e consigliando lo stop agli investimenti su petrolio e gas.

Nel mercato valutario, invece, è il cambio euro dollaro sotto i riflettori degli investitori, con il movimento del cross che rimane fortemente condizionato dalle scelte della Federal Reserve. Il poderoso piano di acquisti obbligazionari della FED mantiene il biglietto verde debole, mentre in Europa prevale l’ottimismo sull’avvicinarsi dell’uscita dalla pandemia e l’attesa crescita economica.

Nell’azionario il focus rimangono i titoli tech, con prospettive di crescita importanti soprattutto per le GAFAM, Google, Apple, Facebook, Amazon  Microsoft. Tra le aziende più promettenti per il 2021 c’è proprio Amazon, specialmente dopo l’acquisto della casa di produzione MGM per 8,45 miliardi di dollari. Con questa mossa il colosso di Jeff Bezos ha aumentato la diversificazione del suo business, rafforzandosi nel settore dei contenuti audiovisivi e lanciando la sfida a Disney+ e Netflix.

Investimenti: focus sul breve termine ma attenzione al lungo periodo

Come segnalato nell’approfondimento proposto sul Sito webeconomia.it, le opportunità migliori per gli investimenti in questo momento sono concentrate nel breve e medio termine, tuttavia non bisogna sottovalutare gli scenari che si stanno delineando per il lungo periodo. Nel contesto attuale la pandemia di Covid-19 continua a determinare una situazione di generale incertezza sui mercati finanziari, nonostante il progressivo miglioramento in Europa e negli Stati Uniti.

L’apertura estiva e l’allentamento delle restrizioni stanno favorendo il recupero dell’economia, tuttavia l’autunno e l’inverno rappresentano ancora un’incognita, soprattutto per via delle temute varianti e la possibile stagionalità del SARS-CoV-2. Un ritorno al lockdown dopo l’estate, sebbene parziale, potrebbe ridurre le performance economiche e penalizzare i settori ciclici, maggiormente beneficiati dalla rimozione delle limitazioni e dall’accelerazione del piano vaccinale.

Allo stesso tempo, se l’emergenza sanitaria dovesse diminuire la sua forza l’inflazione potrebbe diventare un problema, costringendo le banche centrali a ridurre l’offerta monetaria, tagliare il QE e aumentare i tassi, intervento che avrebbe inevitabili ripercussioni sui mercati finanziari. D’altronde, gli investitori stanno considerando da tempo questi rischi, come dimostra l’incremento del prezzo dell’oro con un rialzo costante che va avanti ormai dall’inizio di marzo.

Per il breve termine gli asset più interessanti sono senza dubbio materie prime, titoli tech e azioni cicliche, con un occhio al cambio euro dollaro e alla sterlina. Anche le criptovalute possono offrire importanti opportunità, specialmente per il trading speculativo e le nuove tecnologie legate agli NFT e alla finanza decentralizzata. Tuttavia, per investire in modo sostenibile è fondamentale non trascurare le prospettive di lungo termine, analizzando con attenzione alcune tendenze.

I trend da monitorare per investire nel lungo termine

Bilanciare gli investimenti di breve e lungo termine permette di aumentare la resilienza del capitale, per sfruttare le possibilità offerte dai mercati finanziari senza sottovalutare il money management e la tutela finanziaria nel lungo periodo. Il primo trend da considerare è ovviamente la green economy, come sottolineato dalla roadmap realizzata dall’AIE. L’Agenzia internazionale indica come siano necessari interventi drastici per contrastare i cambiamenti climatici, spingendo i governi ad un maggiore impegno sul fronte della conversione energetica.

In particolare, l’AIE evoca azioni più dure rispetto a quelle individuate dai Paesi del G20, tra cui la messa al bando delle caldaie a gas entro il 2025, il dimezzamento della produzione di gas serra climalteranti entro il 2030 e l’azzeramento delle emissioni non oltre il 2050. Per il momento le energie rinnovabili coprono appena il 29% del fabbisogno energetico globale, perciò portarle al 90% nei prossimi 29 anni non sarà una sfida facile. Per riuscirsi servono ingenti investimenti nelle infrastrutture, con programmi più audaci di quelli attualmente previsti da USA, UE e Cina.

La rivoluzione verde favorirà una serie di cambiamenti da monitorare con grande attenzione, come la trasformazione digitale, la smart mobility e lo smart working, fenomeni macro che avranno ripercussioni significative sull’intero sistema socioeconomico mondiale. Questi trend vanno analizzati in modo accurato, per pianificare strategie d’investimento efficaci nel breve termine ma posizionate anche sul lungo periodo, per non farsi cogliere impreparati da un futuro più smart e green sempre più vicino.

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