Monteverde, Alta Irpinia: sulle tracce di Mario Draghi. Un viaggio alla ricerca delle sue origini irpine

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di Valentina Guerriero

Siamo qui a Monteverde, in Alta Irpinia, sulle tracce di Mario Draghi.  È strano pensare che le origini dell’ex capo della Banca Centrale Europea (dal 2011 al 2019), ora nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, uno degli uomini più potenti del mondo, affondino in un paese così lontano da tutto e da tutti, Monteverde, di poco più di 700 abitanti, posto su di un triplice confine, quello tra Campania, Basilicata e Puglia, e affacciato sul tanto sconfinato quanto disabitato altopiano del Formicoso, granaio d’Italia.

Ci siamo stati nel giorno precedente alla chiusura della Campania in zona arancione, per capire meglio la nostra attuale situazione politica e parlare con qualche abitante.

Il collegamento tra Monteverde e Mario Draghi è da ricondursi alla madre, Ermenegilda Mancini detta Gilda, figlia di farmacisti. È possibile ancora vedere al paese la farmacia Mancini, adesso chiusa. Se infatti i nonni di Draghi erano farmacisti, – che coltivavano e raccoglievano le erbe medicinali nel Formicoso, preparando i medicamenti in prima persona, come si usava a quel tempo – Gilda, la loro figlia, era una maestra che insegnò alcuni anni anche a Monteverde, per poi spostarsi a Roma, dove sposò il marito padovano, Carlo Draghi, un uomo già collegato all’ambiente bancario. Gilda è ben ricordata dagli abitanti del paese, di cui alcuni sono stati suoi alunni. Entrambi i genitori di Mario però muoiono presto, la madre Gilda quando Mario Draghi aveva circa 16 anni, il padre pochi anni dopo. Mario Draghi si formerà poi al prestigioso MIT, Massachusetts Institute of Technology. Tornò spesso a Monteverde, dove aveva le proprietà di famiglia e andava a trovare i nonni Mancini, ed in ultimo vi si recò per vendere i suoi terreni. Andava talvolta a mangiare in alcuni ristoranti della zona, insieme allo zio Fulvio, fratello della madre che aveva preso in eredità la farmacia, tra cui il ristorante Sogno d’oro.

Osservando le foto di Mario Draghi e della madre Gilda, affiancate, la somiglianza è straordinaria, quindi, per quanto non vi abbia vissuto (se non qualche estate), si può dire che decisamente porti con sé qualcosa di Monteverde nel suo patrimonio genetico.

Monteverde ha una struttura simile ad altri paesi vicini, come Cairano, Calitri, Sant’Agata di Puglia, arroccati su un’altura, compatti, e affacciati su enormi distese, con i centri abitati distanti diversi chilometri l’uno dall’altro.

Nonostante si tratti di paesi isolati dal resto del mondo, caratterizzati da una terra fertile e da pochi abitanti – scollegati da strade di grande traffico – non è raro che abbiano sfornato negli anni persone di grande ingegno e potrebbe essere lecito chiedersi perché.

La vicina Morra De Sanctis ha dato origine a Francesco De Sanctis, politico e tra i più importanti critici della letteratura italiana (1817-1883) e da lì, sul suo esempio ne è sicuramente rimasta influenzata una parte di popolazione. Un uomo come De Sanctis, che fin da giovane aveva mostrato grande talento negli studi, essendo in grado di declamare i grandi poeti a memoria senza alcuna difficoltà, e che si era spostato a Napoli per studiare (tutto è raccontato molto bene nel suo libro La Giovinezza, in cui viene descritto anche il suo tragitto in diligenza per tornare da Napoli al paese di Morra), confermava l’idea che grazie all’istruzione, impegno e saldi principi era possibile affrancarsi dalle difficoltà della propria terra d’origine.

Da lì in poi sono emerse le menti migliori dell’Irpinia. Le strane condizioni di questi paesi, nonché la loro storia, in qualche modo hanno aiutato la formazione di uomini che sono riusciti ad arrivare ai massimi livelli. Numerosi sono stati i politici provenienti da queste zone, ma non solo, anche in altri campi: come quello della biochimica, o della letteratura,  ad esempio vive a Bisaccia (il cui territorio confina con Monteverde), uno dei massimi esperti mondiali su Orazio, Antonio La Penna (95 anni, classe 1925). D’altronde, lo stesso Orazio nacque a Venosa, quindi il tutto non dovrebbe stupirci, visto che la zona contiene in sé anche le condizioni favorevoli allo studio della materia, come la presenza di reperti storici.

Senza volerci mettere ad elencare gli ancora attuali politici della Democrazia Cristiana, è semplice rendersi conto che questa terra, dalla densità abitativa decisamente ristretta, tra sconfinate distese di grano, qualche animale da pascolo, una decina di galline per famiglia e piccoli paesi, vede un’alta concentrazione di personalità di rilievo, fenomeno che ad un primo impatto sembra andare contro le normali logiche e buona parte delle leggi probabilistiche.

I dettagli che sarebbero controversi da argomentare e porterebbero a molte domande: cos’è che rende questa zona fertile dal punto di vista umano, quando difficilmente ci si scommetterebbe qualcosa? Forse i suoi abitanti contengono nel DNA le tracce degli antichi sanniti, un popolo determinato e colto? E quali sono le condizioni al contorno che permettono ad un piccolo paese di questo tipo di “sfornare” un Mario Draghi? Sono i principi e la tranquillità dei luoghi che favoriscono gli studi? In ogni caso, resta interessante una visita a Monteverde.

Monteverde, Alta Irpinia: sulle tracce di Mario Draghi. Un viaggio alla ricerca delle sue origini irpine

Fa parte di Monteverde il vicino lago S.Pietro, creato grazie ad una diga artificiale negli anni ’50-’60 e teatro di giochi d’acqua in una spettacolare festa dedicata a S.Gerardo, che però è stata interrotta nel 2016 a causa di alcuni problemi.

L’acqua immagazzinata nel lago artificiale, proveniente da uno sbarramento del torrente Osento (affluente dell’Ofanto), viene utilizzata per irrigare i campi nei periodi di siccità. La festa, ricordata con molto piacere da chi vi ha partecipato, è stata oggetto di critiche ambientali. Trovandoci in un periodo con Covid in cui, a prescindere, non sarebbe opportuno fare questa manifestazione, si può comunque giungere sul lago e ammetterne la sua bellezza.

Ovviamente, il lago S.Pietro non sempre si presenta completamente pieno d’acqua come in questa giornata d’inverno, ma in estate potrebbe risultare svuotato. Intorno al lago vi sono delle aree per fare pic-nic.

Notevole è la presenza della fauna selvatica (che caratterizza anche Conza, dove c’è un oasi WWF), in particolare quella del falco, e della rara cicogna nera.

Per quanto riguarda il paese, ci sono vari percorsi possibili da fare a piedi: uno conduce al castello ed un altro ad una croce. Dal castello il panorama si estende su tutto il Formicoso.

Monteverde, rispetto ad altri comuni, si presenta straordinariamente ben tenuto ed è annoverato infatti nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, arriva secondo nel 2015 al concorso Il Borgo dei Borghi promosso dal programma tv Kilimangiaro, e vince anche il premio europeo Access City Award 2019, un premio dedicato all’accessibilità, che seleziona paesi fruibili da persone con disabilità.

Ma Monteverde non è l’unico punto interessante da visitare nel caso in un giorno di sole si decida di spingersi fino in queste zone. I paesi più vicini sono Lacedonia, Sant’Agata di Puglia, Aquilonia.

Aquilonia è un altro paese interessantissimo che si può visitare viaggiando verso Monteverde. Si tratta di un’antica città, al tempo dei romani sede di numerosi scontri, tra cui la famosa battaglia di Aquilonia (293 a.C.), l’ultima delle guerre sannitiche. Lo scontro, secondo alcuni storici, sarebbe avvenuto nei pressi del torrente Calaggio (vi è anche l’area di servizio autostradale che prende questo nome), con più di sessantamila uomini. Se c’è qualche perplessità sull’effettiva sede di alcune battaglie e sull’effettivo posizionamento dell’antica Aquilonia (il centro principale di Aquilonia si spostò più volte nel corso dei secoli), è certo invece che tutta la zona era popolata dai Sanniti, un popolo che diede molto filo da torcere ai romani. Con tale denominazione si indicano vari popoli che abitavano l’Italia centro-meridionale, tra cui gli Irpini, e che resistevano all’impero, dando luogo prima alle guerre sannitiche e poi alleandosi con Annibale durante la seconda guerra punica. Alla fine i romani riuscirono a piegare questo popolo astuto e ribelle, ma con non poche difficoltà.

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Da visitare ad Aquilonia c’è il Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” e il sito archeologico di Carbonara.

Aquilonia infatti venne distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli, tra cui una in periodo medioevale, in cui risorse con il nome di Carbonara. Ebbe poi svariate vicissitudini legate alla presenza di briganti come Carmine Crocco, che non riconoscevano l’Unità d’Italia ed erano filo-borbonici, e che sfociarono in numerose uccisioni quando i piemontesi andarono a sedare le rivolte. Nel 1861, dopo questi episodi sanguinari, fu ordinato di abbandonare Carbonara e di ricostruire un nuovo paese poco più avanti, con l’antico nome di Aquilonia. Ma giunse non molto dopo il terremoto del 1930 (anche detto terremoto del Vulture), meno famoso di quello dell’80, e che fece moltissime vittime: solo donne e bambini, poiché gli uomini quel giorno, il 23 Luglio 1930, erano nei campi ad arare. Qualcuno si salvò, ma le vittime furono davvero molte, e il paese fu distrutto per l’ennesima volta. Il sito archeologico di Carbonara mostra i resti della città esistente prima del terremoto.

Monteverde, Alta Irpinia: sulle tracce di Mario Draghi. Un viaggio alla ricerca delle sue origini irpineMonteverde, Alta Irpinia: sulle tracce di Mario Draghi. Un viaggio alla ricerca delle sue origini irpine

La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle strade. (Italo Calvino, Le Città Invisibili)


Per giungere a Monteverde venendo da Avellino (un’ora e trenta di viaggio) e analogamente da Napoli (due ore) ci sono varie strade: la più rapida e comoda è sicuramente l’autostrada, con uscita Lacedonia, ma è molto suggestiva, specialmente se non avete limitazioni di tempo o venite da più vicino, l’Ofantina con due possibili deviazioni.

La percorriamo alla vigilia della nuova chiusura in orange zone, incontrando prima la Piana del Dragone inaspettatamente carica d’acqua (si tratta di di un bacino alluvionale, che nei mesi invernali diventa il Lago Dragone). Poi si susseguono alla vista i paesi di Conza con il lago di Conza, Cairano, e avvicinandosi a Calitri resta da scegliere la strada più opportuna: sono pochissime le ore di luce, forse meno di una, per questa toccata e fuga che porta al paese d’origine di Mario Draghi, perciò non vogliamo sbagliare, esistendo anche la possibilità di imbattersi in strade innevate o dissestate. La neve ci accompagna infatti a bordo strada per buona parte del tragitto. Le persone incontrate, dei paesi che tocchiamo, pochissimo sanno di come poter raggiungere Monteverde: una signora, molto gentile, spiega che c’è stata una volta sola, dieci anni prima, per la festa sul lago dedicata a S.Gerardo, che trovo meravigliosa, ma non ricorda come vi si ritorni. Ognuno dà una sua visione diversa della possibile strada, ma non tutti sono aperti, anzi, qualcuno si chiede anche perché siamo giunti proprio lì. In effetti, percorrendo le meravigliose strade sul Formicoso, non si incontrano per niente auto, ma solo pale eoliche, qualche cane e svariate chiazze di neve. Una possibilità sarebbe scendere come per andare ai laghi di Monticchio (vulcanici, e meta ben più famosa del lago di Monteverde), verso Rionero in Vulture e poi risalire per Monteverde ed il suo lago, passando così per le tortuose colline che annunciano l’entrata in Basilicata.
Oppure girare verso nord-est per Aquilonia, costeggiando l’altopiano del Formicoso. Scegliamo questa seconda opzione, per arrivare dritti sul lago. Scelta felice. Ad Aquilonia, come già annunciavo, si incontrano gli antichi resti di Carbonara e una bellissima veduta da lontano di Monteverde.

Un’altra meta interessante, inoltre, a tema “Draghi” sarebbe il ristorante Sogno d’oro dove il Presidente del Consiglio si recava insieme ad altri membri della sua famiglia (come lo zio Fulvio, farmacista, fratello della madre Gilda), e dove è stato ri-allestito un “menu Draghi” ispirandosi a cosa aveva ordinato: cavatelli fatti a mano con braciola (la pasta può essere servita in una spasetta, cioè in un piatto più grande), soffritto di maiale e altre specialità della cucina irpina. La signora del ristorante, che telefoniamo, ci racconta che quando arrivò Draghi con la famiglia lei aveva solo dieci anni, ma ricorda tutto molto nitidamente.

Valentina Guerriero


Qui è tanta poesia, dicevo, e costoro pensano a Cupido con le ali. 

(Francesco De Sanctis, Lacedonia, Viaggio Elettorale, quando gli viene chiesto di ricordare un sonetto che parlava di Cupido, e lui invece rimasto solo s’affaccia a contemplare il panorama)

Monteverde, Alta Irpinia: sulle tracce di Mario Draghi. Un viaggio alla ricerca delle sue origini irpine
Il cane del paese Ciccio, intento a contemplare il panorama.

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Libri consigliati:

La giovinezza, Francesco de Sanctis
Viaggio Elettorale, Francesco de Sanctis
Alla caccia dei briganti – Gaetano Negri
Bisaccia e il demanio del Formicoso – Gianfranco Stanco

Fonti:
https://www.tpi.it/cronaca/draghi-madre-maestra-elementare-viaggio-a-monteverde-20210204737794/ – TPI (Interessantissimo articolo di Flavio Pagano, che ha in esclusiva una foto della madre di Draghi)
Comune di Monteverde – https://www.comune.monteverde.av.it/
Comune di Aquilonia – https://www.comune.aquilonia.av.it
https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-la-penna
ac.europa.eu – Access City Award 2019
Irpinia News
Ristorante Sogno D’Oro, 0827 86108, Via Carbonaria, 59, 83049, Monteverde

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