Morti Bianche: in Irpinia situazione preoccupante

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Morti Bianche: in Irpinia situazione preoccupanteSono 44 le vittime registrate nell’ultimo mese e 248 i lavoratori che hanno perso la vita nei primi 7 mesi dell’anno.
Dovrebbe essere uno dei mesi votato alle vacanze, ma così non sembra nella lettura delle morti sul lavoro.
E’ la Lombardia la Regione col maggior numero di morti bianche. Sono 37 le vittime, seguita dall’Emilia Romagna (32) e dalla Sicilia (22). Al centro dell’emergenza anche il Piemonte (20 morti sul lavoro), la Campania (19), Liguria e Veneto (18).
Guardando, poi, alle classifiche provinciali è Genova a condurre le fila del Paese con 14 vittime, seguita da Chieti e Milano (9), da Foggia, Cosenza, Bologna e Roma (8). Mentre appartiene a Chieti l’indice di rischio di mortalità più elevato (63,8), seguito da Oristano (54,1), e da Ogliastra (53,9).
Ad Avellino la situazione è sicuramente preoccupante. Sono tre i casi su una popolazione di 138.608 abitanti con un incidenza pari dunque al 21,6% che vale il 28° gradino della graduatoria.
L’analisi per settore mette in evidenza che cresce drammaticamente la percentuale degli infortuni mortali in agricoltura arrivando ad oltre il 47 per cento del totale. Il 17 per cento viene registrato invece nelle Costruzioni, il 7,7 per cento nel commercio ed attività artigianali.
Tra le cause principali di morte emergono quelle dovute al ribaltamento di un veicolo/mezzo in movimento (28,5 per cento dei casi), alla caduta dall’alto (21,5 per cento) e allo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti (19 per cento dei casi). Rispetto ai primi sette mesi del 2012 nel 2013 si rileva un decremento della mortalità pari all’8,4 per cento, (flessione in calo però rispetto ai mesi precedenti).
Altro dato sconfortante poi giunge dal mondo del lavoro femminile. Perché sono già 14 le donne che hanno perso la vita al lavoro. In tutto il 2012 erano decedute 9 lavoratrici.
La fascia d’età più coinvolta nell’emergenza morti bianche nel primo semestre 2013 continua ad essere quella degli ultrasessantacinquenni. Sempre gli ‘over 65’ quella a maggior rischio di mortalità considerando la popolazione lavorativa.
Mostra preoccupazione il Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering, «Rispetto al 2010 – dice quest’ultimo – il numero di vittime è addirittura aumentato.
Nei primi sette mesi di tre anni fa, infatti, i decessi erano 280. E questo è un dato allarmante considerando il calo occupazionale e la crisi».

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