MUGNANO DEL CARDINALE. Michele Pepe (PD): “Perché restare talvolta è più coraggioso che andare”.

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“Mai come oggi la politica sta vivendo un particolare periodo storico, segnato da una forte crisi partitica e scissioni varie. Oggi tutti parlano di politica perché ormai il confronto anzi lo scontro avviene sui social. Tutto è veloce rapido..il tempo di un Tweet e il pensiero è arrivato a migliaia di persone. Oggi intravedo quella che un tempo si chiamava latitanza dai circoli, noto il venir meno dei tanto amati dibattiti pubblici, denoto una forte repulsione verso la politica intesa come commistione di idee e ragionamenti capaci di risolvere i problemi della collettività. Come coordinatore del circolo PD di Mugnano del Cardinale sento il dovere di scrivere ed esternare questo mio modesto pensiero frutto di un lungo ragionamento fatto insieme ad amici con i quali condivido la stessa passione anzi la stessa malattia. In queste ore è di scena la “Leopolda” alla quale hanno partecipato moltissimi miei amici che saluto fortemente. Ebbene, anche io rimasi affascinato dal progetto dei comitati civici “RITORNO AL FUTURO”, difatti mi definisco un renziano della prima ora, ma I dubbi sono iniziati quando Renzi è andato via dal partito democratico per creare un nuovo soggetto politico “ITALIA VIVA”. Come un bambino inizialmente rimasi ammaliato da questa nuova idea, vedevo una luce nuova, tutto colorato, intravedevo una luce fuori dal tunnel fatto di scontri e di correnti che a mio avviso hanno logorato il partito democratico. Il nostro partito molte volte ha ignorato la base mettendo da parte le idee e lasciare spazio ad accordi imposti dall’ alto. Ma nonostante ciò questo è e rimane “IL MIO PARTITO”. Rimane il partito riformista più grande, un partito europeista che ha aggregato le principali forze socialiste, democratiche, progressiste, capace di promuovere l’azione comune. Confesso di non aver avuto a cuore l’accordo fatto con i 5 stelle, ma talvolta per il bene comune bisogna fare dei sacrifici e non perdere di vista mai l’obiettivo. Oggi sarebbe facile lasciare tutto e cavalcare l’onda del nuovo, molti lo stanno facendo e molti altri lo faranno. Sarebbe però opportuno chiedersi cosa si cela dietro il nuovo, se il nuovo deve essere uno sterile passaggio, un semplice cambio di casacca… Beh… Io mi tiro fuori. Il trasformismo di chi è pronto a cambiare per assicurarsi una poltrona non mi appartiene. Non a caso Andreotti diceva: “il trasformismo è arte nobile ma che arricchisce soltanto i singoli”. Mi sovviene alla mente il film “Io speriamo che me la cavo” quando la bimba raccontava della sua casa “sgarrupata”, tutto intorno a lei era sgarrupato, e quell’ epilogo in cui il bambino ribelle provando a fare per la prima volta un tema raccontava dell’apocalisse concludendo “IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO”. Ebbene..anche io spero di cavarmela. Lo spero per il mio partito, partito a cui devo tanto e con cui ho condiviso tanto. Dopo una lunga riflessione ho deciso di continuare a credere ad esso, infatti penso che ci voglia particolare coraggio a restare, soprattutto quando la situazione nella quale ci si ritrova non è delle migliori.. Anzi..è talmente pesante da non sapere cosa fare, da dove partire per cambiarla e renderla migliore. Molti hanno deciso di andarsene e cambiare bandiera, ma questo lo fa chi non vuole affrontare i problemi ed in quest’ ottica sono tutti bravi.. Io credo ancora nel partito democratico e decido di restare e auspico che si faccia quanto prima il Congresso, confermo piena fiducia al commissario Cennamo che dai vari incontri mi è parso una persona di vecchio stampo, forgiato con idee rivoluzionarie ed intriso di sani valori. Mi affido a chi come me è capace ancora di sognare, di ripartire e di risorgere come l’Araba Fenice dalle proprie ceneri. Chiudo questa mia breve e dovuta riflessione con una citazione di Ginevra Cardinal Twitter “Potremmo fare qualcosa di completamente rivoluzionario… RESTARE”!

Michele Pepe (Pd – Mugnano del Cardinale)

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