NOLA. Il Vescovo Beniamino Depalma: “io non sto dalla parte dei violenti”

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NOLA. Il Vescovo Beniamino Depalma: io non sto dalla parte dei violenti“ No, dottor Figliuolo, io non sto dalla parte dei violenti, né volontariamente né, come dice lei, “involontariamente”. Le dirò di più: la Chiesa non conosce la parola “contro”, né tantomeno, nelle vicende sociali, assume posizioni pregiudiziali a favore dell’una o dell’altra parte. Proprio la vicenda-Fiat è emblematica dello stile che ho cercato di assumere: provare sempre, in ogni circostanza, anche la più burrascosa, a mettere le persone intorno allo stesso tavolo. Lavoratori, azienda, politici… Siamo tutti sulla stessa barca, è questa la mia ferma consapevolezza”. È questa la risposta  dura, ma garbata, del vescovo di Nola, Beniamino Depalma, al direttore dello stabilimento della Fiat di Pomigliano, Giuseppe Figliuolo. Il prelato è rimasto «molto amareggiato e scosso» per le accuse ricevute di stare con i violenti. Un pastore, non è un dirigente di un’azienda: quando vede e sente uomini gridare, ha l’obbligo morale di andare a vedere e sentire con i suoi occhi e con le sue orecchie. Non può girare la faccia, non può fare calcoli prudenziali, non può pensare al proprio tornaconto. Deve andare. È suo preciso dovere esserci, perché nessun uomo e nessuna donna possa dire “sono rimasto solo. È questo un gesto di complicità con i violenti e la violenza? O è complice chi non c’è, chi si assenta, chi si nasconde dietro le proprie intoccabili e solide rendite di posizione? Il mio “esserci”, a Pomigliano, a Tufino, a Boscoreale, ovunque ci siano persone con delle domande da porre, non è mai un atto politico, ma è sempre un atto di solidarietà umana e cristiana di cui sento, oggi come nel mio primo giorno di sacerdozio, un profondo bisogno interiore”.

E nel far sapere che accetta di buon grado l’invito della Fiat  di Pomigliano «per avere l’opportunità di un confronto franco e diretto» , conclude: “Dottor Figliuolo, egregio direttore, la Chiesa non è “contro”, la Chiesa è “con” le persone e “per” il lavoro. La Chiesa ha una sola preoccupazione: che le famiglie non perdano il salario. E proprio perché conosco la complessità dei problemi, ho spesso incoraggiato le organizzazioni dei lavoratori a dare credito e fiducia ai piani dell’azienda. Ribadisco: siamo sulla stessa barca, io, lei e questa splendida terra”. Tanti gli attestati di solidarietà in questa vicenda per l’arcivescovo Benianimo Depalma,  vescovo di Nola.

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