NOLA. La citta’ senza bussola d’orientamento. La politica manca e le associazioni interpellano il Commissario Prefettizio

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di Gianni Amodeo

E’ connotato dai motti e simboli di dodici associazioni di volontariato e impegno civico. E’ il documento, con cui viene sviluppata in rapidi e concisi flash la disamina politica ed amministrativa sullo stato della città bruniana, a circa un mese dal decreto di scioglimento degli organi elettivi dell’ Ente di piazza Duomo, dopo la pesante e grave défaillance, in cui s’è avvitata la coalizione maggioritaria di centro-destra, non approvando gli atti del bilancio di previsione e del documento di programmazione unico per il triennio 2018\2020, ad un anno dalla scadenza normale del mandato conferito nel 2014.

NOLA. La citta’ senza bussola d’orientamento. La politica manca e le associazioni interpellano il Commissario PrefettizioSi evidenziano i particolarismi e e le lacerazioni interne che hanno punteggiato il percorso gestionale dell’amministrazione della Giunta  Biancardibis. Uno scenario di litigiosità e fibrillazioni costanti che hanno offuscato del tutto gli orizzonti del bene comune, con effetti deteriori e negativi per la città sotto tutti i profili. Una situazione rispetto alla quale non si è innescato alcun pubblico dibattito, per fare chiarezza sulla genesi e sulle cause della crisi dell’amministrazione, come per una tacita e condivisa rimozione voluta  sia dai partiti e dai gruppi della coalizione maggioritaria autodiscioltasi per la comprovata assenza del necessario collante politico, sia dai partiti e dei gruppi della frammentata minoranza. Una voluta dimenticanza, a cui fa da suggello e corona la generale indifferenza della città. Una coinvolgente ed organica combinazione di fatto, in funzione della quale la disamina proposta dalle Associazioni contesta e condanna l’intera rappresentanza politica che ha retto il governo della città in questi ultimi anni; rappresentanza politica, giudicata- ora- sprovveduta e posta in castigo, ma che  non è stata espressa né da Marte né dai marziani

Su queste basi il documento apre il fronte d’interlocuzione con il commissario prefettizio, la dottoressa Anna Manganelli, per formulare due richieste. La prima è incentrata sulla verifica di regolarità sugli atti più rilevanti deliberati dall’amministrazione uscente; la seconda, sull’incontro con una delegazione delle Associazioni firmatarie del documento, “per accogliere- è testualmente scritto le istanze del territorio comunale e delle comunità locali rinviate e non più procrastinabili”. E le comunità locali, alle quali con tutta evidenza si rapporta la disamina, senza citarle, sono quelle di Piazzolla e Polvica, le due frazioni comunali particolarmente cresciute in termini demografici ed urbanistici, segnatamente quella di Piazzolla, con circa otto mila abitanti e rilevanti insediamenti imprenditoriali.

Se e quali poteri di controllo e verifica possa esercitare il commissario prefettizio sui pregressi deliberati dell’amministrazione uscente, non è dato di conoscere, essendo la sua funzione connessa con la regolarità  da garantire alla gestione ordinaria dell’ Ente di piazza Duomo fino al rinnovo degli organi elettivi nella primavera del 2019. E se appare un mistero … gaudioso, l’ipotesi di controllo e verifica sui deliberati dell’amministrazione uscente, di cui si fa richiesta al commissario prefettizio, di certo le chiavi ispiratrici del documento hanno una valenza politica intesa nel suo significato più ampio possibile. Una valenza, su cui sussiste un manifesto limite di ruolo e competenze. In realtà, il discorso pubblico interpella direttamente ed esclusivamente la città e le sue articolazioni di rappresentanza politica. E non può esserne fatto carico di responsabilità,per  il commissario prefettizio, che è ,invece, organo dello Stato deputato a garantire la continuità della normale prassi amministrativa.

 Lo scenario è noto e si legge ad occhio nudo, non soltanto “oggi”. La città ristagna da lungo tempo nell’immobilismo generale, come se si fosse  ripiegata su se stessa, quasi amorfa e resa priva d’identità. E’ una condizione, di cui bisogna prendere atto con spirito realistico e ragionevole senso di auto-critica che spetta ai ceti politici e partitici in particolare, per elaborare e sviluppare quel pubblico discorso di cultura sociale che manca da decenni; pubblico discorso, che sia in grado di guardare al presente e al futuro, a cominciare da una chiara e coerente visione del ruolo che la città e l’intera area intercomunale di riferimento possono esercitare, quale Sistema integrato economico e produttivo  nelle articolazioni … in itinere della Città metropolitana di Napoli. E nel contesto della digitalizzazione diffusa.

 

 

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