Nola. La Settimana santa nel tempo del coronavirus

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Si annunciano le liturgie e le ritualità del culto religioso di preparazione alla celebrazione della Pasqua della rinascita e della redenzione. Un percorso di fede che quest’anno è condizionato dall’emergenza sanitaria ed umanitaria imposta dal covid-19. Diffuse dal vescovo Francesco Marino le disposizioni che disciplinano nella Diocesi di Nola il calendario liturgico degli eventi senza la partecipazione e presenza fisica del popolo dei fedeli, ma accomunati nella spiritualità dei sentimenti e dei pensieri di solidarietà.

di Gianni Amodeo

E’ una Settimana santa particolare, quella che i fedeli e la cristianità si apprestano a vivere; Settimana, che corre dalla domenica delle Palme del 5 aprile, per concludersi la domenica successiva del 12 aprile, evocativa della Pasqua della rinascita e della redenzione; Settimana, segnata nel mondo dall’emergenza sanitaria e sociale imposta dall’aggressività della pandemia del covid19 e che accomuna nella sofferenza uomini e donne, popoli ed etnie senza alcuna distinzione.

            Uno scenario di drammatica inquietudine, in cui il percorso della Settimana santa non seguirà le tradizioni che da sempre caratterizzano le ritualità di preparazione alla Pasqua, che, per la carica del messaggio evangelico e la forte valenza simbolica connotativa, costituisce una delle testimonianze più significative e rappresentative della liturgia cristiana; saranno ritualità, che, ripeteranno le restrizioni già in atto per le celebrazioni eucaristiche e le onoranze funebri, nell’osservanza delle disposizioni di straordinaria urgenza stabilite dai decreti e dalle ordinanze delle competenti autorità di governo nazionale e regionale, oltre che sanitarie. Ancorate nello spirito più autentico e diretto della liturgia, saranno ritualità vissute senza la presenza fisica e di partecipazione del popolo, secondo le secolari consuetudini osservate con fede e fervida devozione. In realtà, quella del popolo, sarà soltanto un’assenza fisica, ribaltata dall’ideale presenza del sentire comune, del pensare e del vivere la solidarietà per quanto sia possibile con atti concreti. Un’ ideale presenza che corrisponde al bisogno di spiritualità tanto intensamente avvertito proprio in questi giorni d’emergenza, quando la dimensione comunitaria delle Chiese è drasticamente ridimensionata dalle necessarie restrizioni che ne hanno imposto la chiusura.

            Diffuso il decreto con cui il vescovo Francesco Marino fissa le disposizioni da osservare per vivere gli eventi e i riti della Settimana santa che saranno officiati a porte chiuse e senza il concorso di popolo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, a Nola, e in tutte Chiese parrocchiali della vasta Diocesi nolana, che si ramifica nei territori della città metropolitana di Napoli e delle province di Avellino e Salerno. Nella celebrazione dei riti sacri è consentita la presenza soltanto a pochi addetti al servizio liturgico, mentre per la Messa crismale del Giovedì santo è stabilito che sia officiata in Cattedrale solo con la partecipazione, a distanza di sicurezza, dei Vicari episcopali e dei decani.

            Tra le disposizioni del decreto, che si conforma agli orientamenti della Conferenza episcopale italiana,è stabilita la sospensione di ogni manifestazione pubblica di pietà, compresa la distribuzione di oggetti di devozione, di ramoscelli d’olivo e d’acqua benedetta. Di rilievo, nel documento sulla Settimana santa nel periodo del coronavirus, è l’esortazione che il vescovo Marino formula in ordine alla Preghiera universale del Venerdì santo. Alle dieci intenzioni con cui i fedeli la recitano e professano, va aggiunta l’undicesima intenzione per coloro che vivono la condizione dello smarrimento, oltre che per i malati e i defunti. E va ricordato che la Preghiera universale coincide con la liturgia del Venerdì santo, che si officia nelle ore pomeridiane, evocando la Morte di Gesù. E’ l’evento memoriale della Passione del Nazareno e del Mistero della Croce.

            In questo quadro si colloca il ruolo della programmazione che già realizzano in questi duri tempi le telecamere di Videonola, facendo viaggiare nell’etere e giungere nelle case le immagini delle celebrazioni sacre, degli appuntamenti di catechesi e della missione episcopale; un servizio offerto dallo “staff” dell’Emittente di via San Francesco e che viene reso alle oltre cento comunità parrocchiali della Diocesi, ravvivandone legami e rapporti, con importanti riscontri in termini di ascolto. Una modalità di comunicazione del messaggio del Vangelo che non è l’unica e sola, quella si realizza nei tempi correnti nella Diocesi nolana , se solo si considerino le tante analoghe iniziative in atto sui territori. E’ la Chiesa che si cala nella contemporaneità ed utilizza gli strumenti della tecnologia elettronica ed informatica per meglio compiere la propria missione spirituale. Una traccia che fa registrare le esperienze di sacerdoti che affidano allo smartphone e agli sms i testi di brani del Vangelo e delle Scritture sacre del giorno, con sintetiche meditazioni e riflessioni. Un modo per tenere contatti vivi con i fedeli.

 

 

 

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