Nola. Le dimissioni del sindaco Gaetano Minieri, decisione forte.

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Aut-aut per la maggioranza eletta a giugno scorso a fronte delle criticità innescate dal Covid-19, che si aggiungono all’oneroso peso del dissesto finanziario dell’Ente di piazza Duomo. Il nuovo commissariamento prefettizio a garanzia dell’ordinaria amministrazione comunale sarebbe un ulteriore fattore di immobilismo per la città, ma è necessario conformare l’azione del governo locale alla trasparenza pubblica e alla responsabilità etica senza cedimenti ai deteriori particolarismi e alle velleità personalistiche. Le “lezione” dei recenti cicli consiliari fa testo.

 

di Gianni Amodeo

Il dilemma è di massima chiarezza. Ed averlo posto nei giorni scorsi con linearità e franchezza di linguaggio, è merito del sindaco Gaetano Minieri, dimissionario dall’esercizio delle funzioni conferitegli meno di un anno fa, con mandato pieno e larghezza di consenso nel ballottaggio che lo contrappose alla candidata-sindaco della coalizione civica con prevalente orientamento di centrodestra, l’architetto Cinzia Trinchese. E’ il dilemma, che pone a nudo e di fronte alle proprie responsabilità politiche verso la comunità cittadina in modo diretto e senza vie di fuga la coalizione maggioritaria, costituita da formazioni civiche e componenti con matrice predominante di centrosinistra; dilemma per il quale se il collante, con cui la coalizione ha affrontato la competizione elettorale di giugno scorso, non è più in stato di normale tenuta, diventa obbligatorio e doveroso lasciare il campo libero e rimettersi di nuovo alla volontà elettorale della cittadinanza, previo l’ennesimo commissariamento prefettizio dell’Ente di piazza Duomo. E se, invece, il collante di coesione è ancora in grado di garantire la tenuta di equilibri e rapporti senza impropri personalismi e indebite velleità particolaristiche, diventa etica e doverosa responsabilità, porsi al servizio della città, assicurandole trasparenza di gestione nel dare attuazione al programma proposto nella decorsa primavera alla cittadinanza, alla luce degli obiettivi e dei percorsi delineati ed espressivi della visione di Nola nel presente e nel futuro; programma avallato dal voto, quale patto autentico contratto con la cittadinanza e da osservare, onorando la credibilità sociale e l’affidabilità civica.

Nola.  Le dimissioni del sindaco Gaetano Minieri, decisione forte.E’ in buona sostanza una vera e forte operazionefinestra, quella che la maggioranza è chiamata a fare con se stessa e verso la città, tanto più dovuta e marcata, se si commisura con le generali e diffuse problematiche emergenziali innescate dall’epidemia del Covid19 sul versante sanitario e su quello sociale ed economico; problematiche gravate, per giunta, dalla stato di dissesto finanziario in cui versa l’ Ente di piazza Duomo, il dirimente atto deliberato nello scorso agosto dall’appena insediata neo-compagine amministrativa, per arginare e superare le strutturali criticità economiche e finanziarie delle “casse” comunali, con un piano di risanamento organico e strutturato. Un provvedimento, quello della formalizzazione del dissesto, certamente severo e traumatico, ma anche funzionale a riordinare ex novo l’assetto gestionale della fiscalità cittadina, specie sul piano del contrasto all’evasione dal pagamento dei tributi comunali e delle tariffe dei servizi; riordino, che diventa ora più impegnativo e complesso dovendosi coniugare con le impreviste e dure criticità indotte dal Covid19.

Allo stato attuale, mentre corrono i canonici 20 giorni entro i quali il sindaco Minieri può revocare le dimissioni o confermarle annullando la consiliatura, la posta della partita politica ed amministrativa è tutta all’interno della maggioranza, non c’è alcun dubbio. E che il sindaco Minieri nell’annunciare le dimissioni abbia focalizzato la solitudine in cui è venuto a trovarsi, specie nelle dure giornate della Fase1 dell’emergenza sanitaria, non è un dettaglio di scarso rilievo. Ma sussistono sempre modi e forme, per rimediare ad assenze e ritardi di omissione, a patto che si voglia realmente- va ribadito- essere al servizio della città e delle sue potenzialità inespresse. Sotto questo profilo, le esperienze dei cicli amministrativi recenti, quando la coesione consiliare a Palazzo di Città ha funzionato nella normalità e nel congruo confronto tra maggioranza e minoranza, si sono realizzati importanti cambi di passo ed intraprese opere di pubblica rilevanza, in parte compiute e in parte, purtroppo, restate sospese per sopraggiunti e inconcludenti particolarismi e deteriori litigiosità. Come dire, la concordia nella pubblica chiarezza dei ruoli è operosa e costruttiva, la discordia è nefasta e improduttiva.

Il riferimento è mirato- citando alla rinfusa- all’edilizia scolastica, con il completamento della struttura destinata al Liceo “Albertini”, Nola.  Le dimissioni del sindaco Gaetano Minieri, decisione forte.al varo dei Contratti quartiere in ambito- Gescal per il potenziamento e il miglioramento dell’edilizia popolare e convenzionale, al vasto e interessante programma, supportato della Regione- Campania, per allestire il Museo della Cartapesta con le annesse Botteghe e Scuola di formazione artigiana, al Parco archeologico di via Vincenzo La Rocca, al Parco didattico del Villaggio preistorico di via Feudo, all’attivazione del Museo storicoarcheologico dell’area nolana con l’annessa e prestigiosa pinacoteca, magnifico attrattore culturale, senza tralasciare il sostegno assicurato all’istituzione del Tribunale di piazza Giordano Bruno, con carico di spese, in anticipazione, per la manutenzione ordinaria assunto dall’Ente di piazza Duomo, e il riconoscimento del sigillo Unesco alla Festa dei Gigli, dando alla città una dimensione internazionale. Sono percorsi di proficua gestione della cosa pubblica, di cui nel giro degli ultimi anni si sono fatti portatori e interpreti da “Primi cittadini”, Franco Ambrosio, Peppino Serpico, Felice Napolitano e Geremia Biancardi, finché hanno potuto operare senza traversie e senza “pietre d’inciampo” interne o per giochi politico-elettoralistici estranei agli interessi reali della città. E quando sulla strada delle loro amministrazioni sono spuntati gli ostacoli, le loro esperienze, per quanto positive in complesso, sono finite a ramengo, cedendo il passo al commissariamento prefettizio. E l’ultimo in ordine di tempo, è compreso tra il maggio del ’18 e il giugno del ’19.

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