NOLA. PALAZZO DI CITTA’. Stop a concorsi pubblici per 17 assunzioni

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La drastica decisione della dottoressa Anna Manganelli, Commissario Prefettizio dell’ente di piazza Duomo, apre un capitolo la cui chiusura richiedera’ tempi lunghi, per monitorare e verificare l’intera e spinosa vicenda, che penalizza i concorrenti. Obiettivo puntato sull’operato delle commissioni giudicanti.

di Gianni Amodeo

Che sussista un oggettivo e del tutto casuale legame diretto o per nulla affatto, tra la denuncia fatta dall’ex-consigliere di minoranza, Vincenzo Iovino, e la decisione della dottoressa Anna Manganelli, commissario prefettizio che regge le sorti amministrative dell’Ente di piazza Duomo, di bloccare tutte le pubbliche procedure concorsuali per 17 assunzioni in atto, funzionali a potenziare l’organico del personale dello stesso Ente, non è dato di immaginare e conoscere né ha particolare rilevanza per il comune cittadino e l’opinione pubblica in generale.

 E’ certo, tuttavia, che il provvedimento- con effetti ad immediata esecutività- di sospendere le sei procedure concorsuali in itinere – e qualcuna già svolta in tutte le sue fasi, pur mancando il decreto finale per la formazione della relativa graduatoria-  è stato disposto dalla dottoressa Manganelli  venerdì scorso a distanza di qualche giorno dalla denuncia affidata da Iovino ai canali dei social, rappresentando gravi e  forti riserve sulla regolarità dello svolgimento delle procedure; riserve, che prefiguravano situazioni  di favoritismi, di cui sarebbero stati beneficiari concorrenti legati da vincoli parentali con i “politici” locali dei quali, però, non venivano fatti riferimenti partitici né erano fornite le eventuali generalità.

Una denuncia, che, al di là della “lettura” con cui può essere interpretata,  nei fatti si è venuta “rivestendo” di vero e proprio carattere dirompente, proiettando il suo lungo cono d’ombra, fatto di perplessità e dubbi sulla regolarità di svolgimento delle procedure concorsuali, tanto da innescare la drastica decisione della sospensione di tutte le procedure. Una decisione- va evidenziato- disposta per competenza e funzione dal commissario prefettizio, mentre la relativa determina è sottoscritta dalla dottoressa Maria Luisa Dovetto, segretaria generale dell’amministrazione comunale nonché dirigente del Settore delle risorse umane e del personale dell’Ente con responsabilità mirate sulla programmazione e gestione delle procedure concorsuali.

 In realtà, le avvisaglie di polemica per un contesto volgente al grigio-grigiastro si erano già avvertite nei primi mesi dell’anno, nelle sedute consiliari per la definizione dei bandi e regolamenti, con cui si disciplinavano i concorsi, sulla base della delibera approvata il 7 luglio del 2017 dalla Giunta comunale, presieduta dal sindaco pro tempore, l’avvocato Geremia Biancardi;  delibera, con cui era stato definito il fabbisogno del personale da assumere per il triennio successivo, con concorsi per titoli ed esami. Erano avvisaglie che, tutto sommato, sembravano appartenere più alla sfera del comune e ricorrente “ ius murmurandi”, per dirla con il latinetto d’occasione. E nulla di più.

 Evidentemente, le ragioni, per squarciare il cono d’ombra formatosi con l’addensarsi dei dubbi e delle perplessità, sono diventate in evoluzione di tempo ben solide e non hanno nulla da condividere con il semplice e innocuo “ius murmurandi” che di solito scivola via come acqua fresca. E sono emerse- a giusta ragione- le esigenze della trasparenza e della regolarità, fattori di legalità e di rispetto per i principi della responsabilità etica, nel rapporto che connette le Istituzioni e i cittadini. Sotto questa prospettiva la sospensione  è giunta come atto doveroso e dovuto, perché si faccia la massima chiarezza, dandone pubblica contezza e conoscenza. E’ interesse generale che sia così. E di primo acchito  sotto la cartina di tornasole si ritrovano le commissioni giudicanti, mentre penalizzati sono certamente i concorrenti che hanno sostenuto o si apprestavano a sostenere le prove previste dai bandi. Una vicenda che potrebbe andare per le lunghe più di quello che s’immagina. E nella primavera del 2019 si voterà per il rinnovo degli organi elettivi dell’amministrazione della città.

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