Nola. Tutela delle opere d’arte Importante operazione dei Carabinieri

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Recuperato il dipinto di Scuola siciliana che raffigura San Paolino. Era stato trafugato dal Convento delle suore di Maria Addolarata di Carini, a Palermo.

di  Antonio Fusco

I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo presentano ogni anno il resoconto dei recuperi di opere d’arte. Le attività di ricerca si orientano sul mercato antiquario con  sistematiche indagini che  eseguono presso gli esercizi commerciali, le fiere antiquarie, i mercatini domenicali e le case d’asta, non trascurando anche un continuo  controllo sui vari siti web.

 Gli oggetti recuperati provengono per la maggior parte da chiese e conventi, ma non mancano quelli trafugati a privati. Strumento essenziale per il recupero di questi oggetti d’arte è  la Banca-dati delle opere d’arte rubate gestita dai Carabinieri: si tratta della più grande Banca-dati al mondo, con oltre due milioni e seicentomila files riguardanti opere d’arte, e che viene continuamente aggiornata con tutte le denunce di furto relative al patrimonio culturale. A tale scopo i militari dell’Arma confermano l’importanza di possedere un’idonea documentazione fotografica tecnica e descrittiva, possibilmente corredata di epoca, misure, materiali ed  autore per poter agevolare  l’inserimento nella Banca dati dell’oggetto da ricercare.

Nola. Tutela delle opere d’arte Importante operazione dei Carabinieri Tra le opere recuperate più significativa per noi Nolani è un olio su tela raffigurante “San Paolino con un angioletto”, di Scuola siciliana del XIX sec. proveniente dal Collegio palermitano delle suore di Maria Addolorata di Carini. Le figure del Santo e dell’angioletto si stagliano su un uniforme sfondo color ardesia che ne mette in risalto il vivo cromatismo. San Paolino, con il capo nimbato, è presentato con  la mitria ed il mantello di un vivace colore giallo, che ne mette in risalto il portamento, mentre benedice  e regge il bacolo con la sinistra. Ai suoi piedi  un ricciuto angioletto lo indica con   la mano destra e con la sinistra mostra un grande canestro di vimini ricolmo di fiori rossi (garofani ?), forse simbolo di volontario sacrificio monacale, sui quali spiccano bianchi gelsomini, che potrebbero significare col loro candore la purezza delle suore del convento da cui fu trafugato il dipinto. Il canestro con i fiori si discosta dall’abituale rappresentazione del Santo in cui è comunemente accompagnato da un vassoio pieno di frutta e verdura, a rappresentare la protezione accordata agli agricoltori siciliani, detti anche giardinieri. [1] A Palermo la chiesa di San Paolino dei Giardinieri è stata trasformata in moschea.

[1] Per approfondire la tematica sulla devozione siciliana a S. Paolino di Nola Cfr. Antonio Fusco: Il culto di San Paolino di Nola in Sicilia, Tipolitografia Capriglione, in cui si segnalano Palermo ed altre quattordici località dove è diffusa la devozione  a S. Paolino di Nola. Caltanissetta – C‘era una volta la chiesa di San Paolino di Nola (Bassairpinia.it  27/02/ 2018 – Il Cazziblog 09 / 03 / 2018  Restaurata in Sicilia una statua di S. Paolino (il  Cazziblog 23, 09, 2020 –   Bassa Irpinia news 26, 07, 2020),   Trapani, percorsi d’arte sacra. Sulle orme di San Paolino di Nola, in terra di Sicilia. (Bassairpinia news 12,10, 2020).

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