Picone, Cisal Metalmeccanici; ” calo vendite nel comparto, il governo ponga attenzione sulla si-tuazione delle aziende irpine”

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“Il settore metalmeccanico in Irpinia necessita di attenzione e discussione attraverso incontri che portino a reali soluzioni per una situazione di crisi che appare decisamente preoccupante per le aziende come anche ovviamente per i lavoratori. In questo periodo di post Covid ci sono diverse realtà produttive su cui porre attenzione e la Cisal è disposta a discutere con le aziende iniziative valide a ridare linfa vitale ad un comparto in difficoltà soprattutto sul piano delle vendite. L’automotive è parte di una grande fetta dell’economia nazionale e merita la giusta attenzione”.
A parlare è il segretario provinciale della Cisal metalmeccanici, Massimo Picone che si è soffermato sulla situazione in alcune realtà produttive irpine alla luce del calo di vendite nel periodo del lockdown:
“E’ sotto gli occhi di tutti che con il calo delle vendite negli stabilimenti irpini ci siano stati non pochi problemi. Meno produzione significa anche meno ore di lavoro e cassa integrazione. Il mondo del lavoro si muove in base a scelte ma anche logiche precise, dettate dai numeri. Partendo dalla FCA di Pratola Serra la diminuzione di produzione ha portato alla cassa integrazione, la Ema di Morra de Sanctis vive le stesse difficoltà. C’è poi la Denso che sta lavorando a singhiozzo. Intanto, note positive arrivano dalla IIA di Flumeri dove la produzione di bus è aumentata ed entro agosto dovrebbero esserci ingressi di lavoratori interinali. Dunque su quattro aziende, tre che hanno rappresentato per anni un fiore all’occhiello nel settore, oggi purtroppo risentono del crollo delle vendite. Intanto, le nostre fabbriche hanno tutti i crismi della sicurezza e sono certo che siano più sicure di tanti luoghi. Il lavoro dunque prosegue, con la garanzia di controlli capillari e rigorosi sulla sicurezza”.
La Cisal metalmeccanici crede nell’impegno del Governo:
“Serve un’azione mirata, un aiuto reale, concreto, da parte dello Stato. Si tratta di aziende che non hanno mai delocalizzato la produzione, anche questo è un dato importante che va tenuto in debito conto. Per il nostro sindacato è tempo di impegnarsi, ognuno per la sua parte, per il rilancio di un settore importante sul piano occupazionale in Irpinia”.

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