Pietro Foglia, uomo politico venuto dal “basso” al servizio delle Istituzioni e dei territori.

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La linearità espressiva negli interventi sviluppati  nelle assemblee elettive  denotava conoscenze mirate e puntuali nelle argomentazioni su ambiti distinti e materie complesse. Un versante su cui fanno testo  sia la relazione elaborata ed illustrata nel 2012 in Consiglio regionale per il progetto di legge di riforma e riassetto delle Comunità Montane, per rilanciarne il ruolo rendendole Unioni intercomunali  con vincoli stringenti ed obbligati per i servizi associati, sia l’azione di sostegno all’Istituzione della Municipalità unica delle due Montoro, per la Città diventata cinque anni fa realtà politico-amministrativa nella Valle dell’Irno con importante incidenza sulle politiche di coesione e sviluppo territoriale.

di Gianni Amodeo

Pietro Foglia, uomo politico venuto dal “basso” al servizio delle Istituzioni e dei territori.Un uomo politico venuto dal “basso”, Pietro Foglia, del tutto diverso dai “politici di carriera”, senza arte né parte, che sono, però, abili nel galleggiare, anche con trasformismi vili ed inverecondi, sugli “spazi” di potere pubblico con annesse cospicue indennità. Ed aveva quale riferimento solare un background di formazione culturale ben significativo di competenze nella capacità metodica e di dedizione verso gli obiettivi prefigurati e le scelte di vita personale. Un più che rispettabile background, in cui si collocano la Laurea in Ingegneria meccanica, conseguita nell’Università degli Studi di Napoli, e l’acquisizione con ampio merito del Master in Businees and Admistration nella Washington University Seattle  di Washington. Un’esperienza fondamentale, quella maturata negli States, che si coniugava con l’esercizio della docenza e della ricerca scientifica per la Cattedra di impianti tecnologici nella Facoltà d’Ingegneria nell’Ateneo federiciano, con l’ingresso nella direzione tecnica dell’Aeritalia.

 Di qui, il passaggio  alla Cassa per il Mezzogiorno, avendo superato lo specifico concorso  nazionale, assumendo la direzione dell’Ufficio di Avellino della CasMez. E proprio stando ai “vertici” dell’Ente d’intervento straordinario dello Stato nel Sud, Foglia ha maturato esperienze lavorative importanti, per un profilo di manager pubblico di sicura ed affidabile preparazione. Una dimensione professionale che gli ha permesso di curare la programmazione degli interventi connessi con il re insediamento abitativo delle popolazioni dell’Irpinia devastata dal terremoto del novembre dell’ 80 e del febbraio del 1981.

In parallelo con l’itinerario professionale in Enti e pubbliche istituzioni, è la politica a costituire per Pietro Foglia un’autentica e forte passione d’impegno civile, riconoscendosi nella Democrazia cristiana e, sostanzialmente, nel moderatismo centrista che esprimeva, anche se negli anni  ’80 e ‘90  sarà tra le personalità politiche della provincia di Avellino  maggiormente influenti dell’”entourage”  di Ciriaco De Mita, presidente del Consiglio e segretario nazionale della Dc rappresentandone  l’ascendenza della “Sinistra di base”, fondata da Fiorentino Sullo, altro irpino di alto profilo culturale e di assoluta rilevanza nel cattolicesimo democratico. Una vicinanza e frequentazione  politica assidua,  quella con il leader della Dc, attuale sindaco di Nusco, che Foglia aveva, per dir così, rimosso gradualmente, soprattutto con l’approdo nel Consiglio regionale della Campania, eletto nelle liste dell’ Udc. Una separazione, per la quale Foglia ribadiva di fatto l’adesione a quel moderatismo centrista da cui non  s’era mai distaccato e che ha reso la Dc il solido architrave  della formazione dell’ordinamento repubblicano e della democrazia parlamentare in Italia; moderatismo, inteso come metodo d’azione politica, fatto di capacità di ascolto, ma anche e soprattutto della volontà e del saper dare risposte concrete alle istanze e ai bisogni sociali.

  Nell’assemblea del Centro direzionale di Napoli, arrivò circa dieci anni fa sulla scia dell’esperienza di consigliere comunale, prima, e di sindaco ,poi, di Baiano, negli iniziali  anni ‘80. Un’importante “gavetta” per la conoscenza diretta della “macchina” amministrativa di un Ente locale, quale viatico per esercitare le funzioni di consigliere regionale e presidente di varie commissioni permanenti, che definiscono gli indirizzi l’attività legislativa del Consiglio regionale. E nella partecipazione ai lavori consiliari come di commissione, Pietro Foglia  si é costantemente segnalato per l’efficace concisione e chiarezza dei suoi interventi, distinguendo nelle proposte di legge, il merito politico e la configurazione normativa con connotarle. Erano interventi ben curati e studiati, un modello. E ne sono tanti da poter additare.

 Di certo, degna di rilievo é la relazione che l’o.ne le Pietro Foglia presentò nel 2012 a sostegno della legge di riforma delle Comunità Montane, restata, però, disattesa. Foglia fu il relatore dell’allora maggioranza di centro-destra, Donato Picca della minoranza di centro-sinistra. In breve, la legge contemplava, in pratica,  la trasformazione delle Comunità Montane, soprattutto quelle costituite da Comuni fino a 5 mila abitanti, in Unioni intercomunali– non era ancora vigente la legge Delrio– con obblighi e vincoli stringenti, però, per l’associazione dei servizi;ai Comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti era attribuita la libera scelta di aderire  alla Comunità Montana di riferimento. Una buona legge,che  non solo è funzionale, se fatta osservare, importanti economie di scala, riqualificando la spesa pubblica degli Enti locali con il miglioramento dei servizi, ma  prefigura anche l’ampliamento di funzioni e competenze da conferire alle Comunità Montane, il cui personale, formato in larga misura da operai idraulico-forestali, andava stabilizzato  con assunzioni a tempo indeterminato. Un personale, che, per Foglia, doveva avere una formazione  specialistica e professionale per le politiche di manutenzione ordinaria e la migliore governabilità possibile  del territorio.

 E su questa visione legislativa, vari gli interventi che sono pronunciati da Foglia a supporto dell’applicazione della legge regionale, che disciplina a condizioni particolarmente favorevoli e di lunga durata  la concessione ai giovani e alle cooperative di giovani di suoli agrari di proprietà degli Enti locali. Una prospettiva di valorizzazione dell’agricoltura, recuperando suoli agrari spesso pregiati, ma incolti da tempo. Ed una visione pragmatica rispetto all’importanza del settore primario; ed è la stessa visione pragmatica, una per la quale, l’on.le Foglia è stato costantemente a fianco dei ceti politico-amministrativi e delle associazioni, che hanno dato vita al progetto di della Città di Montoro, puntando direttamente sulla fusione tra le municipalità di Montoro Inferiore e Montoro Superiore, una distinzione anti-storica ormai nel cuore della Valle dell’Irno. E Montoro città è attualmente un’interessante realtà politico-amministrativa.

 

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