Prezzi più alti al sud mentre calano al nord. Venezia scende. Napoli tra le più costose.

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Il Covid fa precipitare i prezzi al nord e aumentare quelli al sud. E’ quanto risulta da uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori realizzato elaborando i dati Istat che sottolinea come nel suo complesso l’Italia nel 2020 sia per la terza volta in deflazione dal 1959.
A parte Bolzano città dove si è registrato un aumento della spesa media (+254 euro a famiglia) e Grosseto, per un numero molto ampio di città si è registrato un netto calo, con Venezia al primo posto ed un risparmio di 187 euro a famiglia.
Per tutto il 2030, al quarto posto per aumenti troviamo Napoli che, con la terza inflazione più elevata, +0,6%,ha un aumento per una famiglia media, pari a 131 euro su base annua. Mentre tutte le regioni del nord sono in deflazione e i prezzi nelle maggiori città scendono con percentuali importanti, in Campania nessuna città è in deflazione (i rialzi più ampi a Napoli, +0,6%, +131 euro).
Il fatto che il Nord sia tutto in deflazione è la dimostrazione di come il motore economico dell’Italia si sia fermato. Venezia è il caso più eclatante e simbolico, essendo la città italiana con la contrazione dei prezzi più elevata. Il crollo del turismo ha fatto precipitare la domanda di alcuni servizi. Non per niente Venezia ha il record per la riduzione dei listini dei servizi di alloggio (-10,4%, contro una media italiana di -1,6%) e dei servizi ricettivi e di ristorazione (-2,4%, contro il +0,5% dell’Italia)”.

Felice Sorrentino

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