PRIMO MAGGIO, LA FESTA DEI LAVORATORI: c’è davvero da festeggiare?

adsense – Responsive Pre Articolo

“Il lavoro nobilita l’uomo” e mai come oggi questa famosa espressione risulta amara, come una pillola che non riesci ad ingoiare, come un macigno che si blocca nella gola. Mai come oggi, quest’espressione fa rabbia, apre lo scenario su questi giorni, prolungati da troppo tempo, in cui tutto sembra man mano si stia radendo al suolo per dar spazio a macerie.  Il tasso di disoccupazione altissimo, attività, tramandate di generazione in generazione, costrette a chiudere, attività nuove, costruite su sacrifici e sogni, messe in condizione di chiudere.  I suicidi, tanti, troppi, di chi , disperato, non ha nemmeno più un euro per un pezzo di pane. Festeggiare il “lavoro” oggi, sembra più una presa in giro, perché soprattutto questi ultimi due anni, complice la pandemia, è stata tolta a molti la “dignità “: quella che ti fa vivere, seppur modestamente, quella che ti rende uomo o donna all’interno di una società. Il primo maggio, di questi tempi, dovrebbe essere piuttosto un giorno di riflessione: un uomo senza la possibilità di lavorare è nulla.

Carla Carro

adsense – Responsive – Post Articolo