Quando a Nola, c’era la “Meglio gioventù”… Gigino Conventi, l’impegno nel sociale, l’amore per il lavoro e la scrittura briosa. L’arte dei “Papielli” e l’esperienza de ”il cazzibò”, periodico di denuncia e ironia

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Le “battaglie” civili per l’acqua pubblica e i valori della democrazia attiva e plurale.

di  Gianni Amodeo

Era restato profondamente segnato, nell’anima e nella mente, dalla repentina e prematura scomparsa della prediletta figlia, Paola, Paoletta, come da tutti era chiamata, in famiglia, tra gli amici e le amiche, la premurosa madre di Pasqualino, rinomata e versatile interprete di  Danza classica, oltre che insegnante di Tango, molto conosciuta e ben voluta in città per l’affabilità del carattere e la gentilezza degli atti. Un vuoto incommensurabile di struggente dolore che, per Gigino Conventi, si era aperto all’improvviso come uno shock irrimediabile e traumatico  proprio a luglio di quattro anni fa; un vuoto che nonno Gigino colmava nel dedicarsi alla cura del vivace Pasqualino che nelle sembianze e nella gestualità tanto gli ricordava Paoletta  che ora ha raggiunto.

Gigino Conventi, laureato a pieni voti in Economia e Commercio, dopo aver frequentato con brillante profitto il “Masullo”, è stato dirigente del Banco di Napoli ben stimato per professionalità e competenze tecniche, svolgendo, altresì, compiti e incarichi di particolare impegno. Una proficua e solerte dedizione al lavoro, che ne qualificava il ruolo e la funzione al massimo livello di riconoscimento. Ma gli anni dell’adolescenza e giovanili di Gigino Conventi si legano in città a quel variegato e robusto mondo associazionistico, di cui i Circoli della Gioventù italiana dAzione cattolica e il Circolo della Federazione universitaria dei cattolici italiani di piazza Matteotti, sono stati fervidi centri catalizzatori con le loro molteplici iniziative nell’ambito sociale e culturale – spaziando dalla politica alle tematiche filosofiche e di attualità civile- come nello sport, all’insegna della creatività, dell’entusiasmo e della passione coinvolgente e senza … particolari risorse economiche. E sono- questi- gli anni  ’70; gli anni che per coloro che li hanno vissuti sono e restano, neanche a sottolinearlo, gli anni dell’inequivocabile e inconfutabile  Meglio gioventù cittadina. Sono gli anni dei Tornei  cittadini e diocesani di calcio e di  tennis da tavolo, oltre che d’Interfacoltà coinvolgendo gli studenti universitari del territorio; e sono anche gli anni in cui esercitavano il loro fascino le Feste delle matricole universitarie. Era la “goliardia” che viveva ancora i suoi spensierati e gioiosi fasti, che a breve si esauriranno del tutto, all’insegna dei “Papielli”, quei testi astrusi e bizzarri, infarciti di doppi sensi,  in cui si combinavano la maccheronica lingua latineggiante e il dialetto napoletano, per salutare in Festa l’ingresso nelle aule universitarie dei nuovi iscritti, la matricole del linguaggio militarburocratico. Erano i  “Papielli”  per la cui stesura e “invenzione” Gigino  con il degno … compare Raffaele Napolitano formava un’accoppiata insuperabile per estro e sapida ironia, trasfusa in abbondanza nei ricercati “ Papielli” che facevano tendenza. E il duo si era costruito anche un  “buon nome”,  una “nominata”  garantita e sicura, tanto da essere spesso impegnato a comporre i “Papielli”  nelle Feste delle matricole che si celebravano nei Comuni viciniori …

L’identikit di Gigino Conventi, per essere il più esaustivo possibile nei tratti essenziali almeno, non può essere, tuttavia, scisso dall’impegno sociale, maturato e vissuto con “quelli della sua generazione” che tra gli anni ’80 e ’90 hanno  svolto una proficua presenza nella realtà di Nola, trovando nell’Associazione nazionale “Amici del Marciapiede”  un riferimento d’incontro e di aggregazione; e con gli “Amici del Marciapiede”, di cui Gigino Conventi è stato anche presidente oltre che animatore, si pubblicava il cazzibò,il periodico in libera circolazione solo tra i soci del sodalizio. Una pubblicazione, che riflette la città, i suoi umori, le sue inquietudini e le sue problematiche mai risolte; un caleidoscopio di denunce e proposte, con le quali si esprimevano gli “Amici del Marciapiede” per una Nola migliore possibile … ch’è sempre sul punto di apparire in scena. Tante pagine de il cazzibò si devono alla penna briosa e pungente  di Gigino Conventi. E le annate del periodico- dieci, con alcune migliaia di pagine- sono ora patrimonio della Biblioteca comunale, una preziosa fonte di documenti,atti e notizie sulla quotidianità cittadina segnatamente per gli anni ’90 e quelli iniziali del XXI secolo.

 E- questi ultimi- sono anche gli anni in cui Gigino Conventi, con tanti giovani e compagni di generazione , partecipa attivamente alla vita politico-amministrativa, promuovendo la lista di “ Città viva”, proponendo la propria candidatura a sindaco, nella tornata del 2009, che coincide con l’avvento del Biancardi1 alla guida dell’Ente di piazza Duomo. Ed è “Città viva” a sperimentare per la prima volta  la rotazione tra i  candidati nell’esercizio della funzione consiliare. E così dopo due anni Gigino cede il seggio per il quale è stato eletto a Gianluca Napoletano, che, a sua volta, dopo circa due anni, lo cederà a Chiara Ruocco., fino a conclusione del mandato nel 2014. Una formula di condivisione e responsabile partecipazione al governo cittadino,all’insegna dei valori della democrazia plurale.

 E’ questo anche il contesto, in cui prende forma la grande campagna referendaria a sostegno della ripubblicizzazione dei servizi idrici. In città e sul territorio intercomunale c’è piena mobilitazione per l’appuntamento dell’ 11 giugno del 2011; un progetto di cui Gigino Conventi è ben partecipe, intervenendo a convention locali, regionali e nazionali, con la misura dei suoi ragionamenti e l’argomentare chiaro per documentazioni,dati e dettagli. Ospite ascoltato e ben accolto. Come meritava. E di lui resta un ricordo particolare nel territorio basso-irpino, per le convention ProAcqua pubblica, promosse a Baiano dal Circolo socio-culturale L’Incontro, a cui partecipò con entusiasmo e l’incisività dei suoi interventi. Un territorio che fece registrare oltre l’ 80 %  dei votanti sui quesiti referendari, con maggioranza assoluta per l’Acqua pubblica, bene comune.

 

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