Quanti tipi di carte da gioco esistono? La storia

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Ci sono cose che diamo per scontate. Tra queste, una è sicuramente l’esistenza del mazzo di carte presso la nostra abitazione. Chi non conosce le regole della briscola o della scopa. Eppure non tutti sanno come le carte siano nate e si siano evolute, ma soprattutto quanti tipi ne esistano al mondo oggi. Ebbene, nelle prossime righe proveremo a raccontarvi la favola di questo immancabile compagno di giochi, la cui comparsa qualcuno la fa risalire a tempi remoti. Si parla addirittura del decimo secolo, anche se non tutti concordano su quale sia l’origine. Per alcuni le carte sarebbero nate come evoluzione dei tasselli di un gioco antico e famosissimo quale il domino. Per altri, invece, deriverebbero direttamente dall’invenzione e la diffusione della carta moneta.

In entrambi i casi si tende a pensare che i paesi d’origine delle carte siano quelli dell’estremo oriente, puntando la lente d’ingrandimento su India e Cina. Da qui, poi, i giochi e le tradizioni ludiche indo-cinesi si diffusero verso ovest, andando a contaminare la cultura dell’allora Persia e dei paesi arabi in epoca medievale. Da quel momento le carte iniziarono ad assumere le sembianze che in alcuni paesi resistono ancora oggi. Basti pensare a quelle utilizzate da una popolazione che dominava le coste africane settentrionali: i Mamelucchi. Questi diedero origine a un mazzo composto da 52 carte totali, i cui semi erano già molto simili a quelli che tutt’oggi si usano in Italia. C’erano i denari, i bastoni da polo, le spade e le coppe, mentre le tre figure rappresentavano in forma astratta un re, un viceré e un altro ufficiale dell’esercito.

Dall’Africa del Nord, le carte iniziarono la loro diffusione capillare in Europa, tanto che qualcuno giura di poter affermare che nel dodicesimo secolo queste erano già utilizzate in Inghilterra, mentre dal quattordicesimo secolo giunsero anche nei paesi del Mediterraneo, specialmente Spagna e Italia. Qui sicuramente esistevano nella seconda metà del Trecento e a testimoniarlo sarebbe un’ordinanza di Firenze che vietava il gioco delle carte. Più o meno nello stesso periodo queste approdarono anche a Parigi, dove era fatto divieto di giocare a carte in giorni diversi da quelli festivi. A differenza di quanto accadde nei paesi orientali e in Africa, le carte in Europa ebbero uno sviluppo diversificato di zona in zona. Mentre in Francia, Inghilterra e Germania, il cui mazzo più antico è quello di Stoccarda risalente al 1430, iniziarono ad essere rappresentati semi stilizzati, con il valore delle carte indicato sul bordo a partire dal 19esimo secolo insieme all’apparizione del Jolly, da noi comparvero figure nuove, come il cavaliere e il vassallo, che accompagnarono la figura già esistente del re.

Ad oggi sono 7 le tipologie di carte più diffuse se ci basiamo sui semi, ma all’interno di questi gruppi esistono singole differenziazioni: per esempio in Italia si possono trovare ben 11 mazzi di carte diversi. Comunque si parte dalle carte francesi, che presentano i semi scelti a livello internazionale e sono le più usate anche nei migliori casinò presenti online: cuori e quadri (rossi), fiori e picche (neri). In Germania si trovano due varianti: o le carte con semi francesi ma colori diversi, o quelle con i semi tedeschi che sono le ghiande, le foglie, i cuori e i campanelli. Poi esistono quelle con i semi italiani, che sono uguali nei nomi a quelli marocchini e spagnoli, ma si differenziano per i disegni: coppe, spade, bastoni e danari. Quelle giapponesi, invece, a questi quattro semi ne aggiungono un quinto: i vortici. Infine ci sono quelle svizzere, che hanno come simboli le ghiande, i campanelli, le rose e gli scudi.

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