RC AUTO, IN ITALIA TARIFFE DOPPIE RISPETTO ALLA MEDIA UE

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“Il costo dell’Rc auto in Italia sta assumendo dimensioni incompatibili con gli standard europei ed insostenibili per la maggior parte delle famiglie italiane. Quando il 6% dello stipendio di un cittadino viene impiegato per pagare l’assicurazione per il proprio mezzo di trasporto non si tratta più soltanto di un mero problema economico, quanto piuttosto di una vera e propria piaga sociale”. Commenta così Aldo Patriciello, europarlamentare di Forza Italia rieletto nella circoscrizione Italia meridionale, i dati forniti dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) che rilevano come in Italia il premio medio per l’Rc auto costi praticamente il doppio rispetto agli altri Paesi europei. “ È assolutamente necessario – spiega Patriciello – un intervento legislativo che sia efficace e risolutorio, e che affronti la questione in tutti i suoi aspetti. Non è possibile infatti che, a fronte di una crisi economica che ha messo a dura prova la tenuta economica dell’intero Paese, le tariffe obbligatorie Rc auto continuino ad far registrare aumenti per lo più ingiustificati. Se consideriamo poi che le tariffe più alte vengono pagate dai cittadini meridionali, il quadro assume connotazioni ancor più grottesche poiché i costi maggiori vengono sostenuti dagli abitanti delle Regioni più povere, in cui forte è il peso della disoccupazione e della mancanza di crescita e sviluppo. Una sperequazione – continua l’eurodeputato forzista – che non tiene in debito conto della già grave carenza di infrastrutture per il trasporto, se si considera che la maggior parte del Mezzogiorno non è coperto dall’alta velocità ed ha una rete autostradale e ferroviaria di gran lunga inferiore al resto d’Italia. Credo dunque che l’affermazione di un principio di proporzionalità sia il presupposto principale di una stabile riduzione dei prezzi che, oltre a dare respiro a migliaia di cittadini, contribuirebbe anche a risolvere l’annoso problema relativo alle frodi assicurative. Anche Bruxelles deve fare, beninteso, la sua parte. Per queste ragioni – conclude Patriciello – ho intenzione di interrogare sulla questione anche la Commissione europea non appena il nuovo Parlamento si sarà insediato”.

 

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