Risorse idriche irpine da tutelare. Alaia risponde all’appello di Giovanni Balbi. “Svegliamoci”

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Come era prevedibile non si è fatta attendere la risposta dell’ex Sindaco di Sperone (AV) Dr. Salvatore ALAIA all’appello di Balbi G.  che ha posto all’attenzione della classe politica irpina, agli esponenti politici ed amministrativi locali e regionali e all’opinione pubblica, il problema della gestione delle risorse idriche irpine che in tempo di crisi è sicuramente un questione da affrontare con grande senso di responsabilità.

La cessione “gratuita” delle risorse idriche irpine nella consistenza stimata dal BALBI rappresenta un dato esponenziale che non può passare sotto traccia ma deve aprire un margine di discussione a livello politico e soprattutto a livello delle articolazioni ATO cui compete la gestione dell’acqua alla luce della L.R. n. 15 del 2015 in materia di riordino del servizio idrico integrato.

“La questione enucleata è una questione che merita attenzione e, con sequenzialmente, un intervento mirato perché se il dato fornito dal sig. Balbi è un dato esatto significa che le nostre risorse idriche devono, giocoforza, trovare un asset diverso sia in termini di cessione che in termini di gestione. – E’ quanto dichiarato da Salvatore ALAIA ex Sindaco di Sperone  che aggiunge: ”Sono stato tirato in ballo su una questione, quella dell’acqua, che è e deve essere il bene comune per antonomasia,  e che già come Sindaco avevo affrontato durante la mia consiliatura. Mi riprometto di interfacciarmi presso le competenti autorità d’ambito per capire i termini e la complessità della questione perché in tempi di emergenza idrica, sapere che le nostre risorse vengono cedute gratis ad altre realtà territoriali, deve indurre ad una riflessione globale e mutuare una discussione tecnica ad hoc”.

“Credo che ciascun rappresentante politico specialmente irpino, i tecnici e gli addetti ai lavori debbano farsi carico, responsabilmente, di questa tematica perché se è vero che l’acqua è un bene comune è pur vero che questa acqua   debba ritornare ad essere prioritariamente un nostro patrimonio permettendoci di gestire le risorse in modo diverso e magari con un costo anche inferiore a quello che i cittadini pagano attualmente”.

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