SANTA MARIA A VICO. Complesso Aragonese, ieri pomeriggio il laboratorio di progettazione partecipata. Il sindaco Pirozzi: «Siamo qui per ascoltare i suggerimenti quindi da domani non accettiamo più critiche. Questa piazza è un luogo straordinario».

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Si è tenuto ieri pomeriggio il laboratorio di progettazione partecipata con i vincitori della gara per la progettazione dell’ala ovest Complesso Aragonese, un anno fa donata al Comune dagli Oblati di Maria Immacolata. Il progetto (curato dal Raggruppamento Temporaneo di Professionisti, con capogruppo l’architetto Pasquale Miano, già redattore del Puc) prevede la realizzazione della Sala operativa del nucleo comunale di Protezione Civile, una Biblioteca, una Sala conferenze ed un auditorium.

«Con questo incontro – ha detto introducendo i lavori Valentino Ferrara, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale – comincia il confronto su un progetto che può rilanciare Santa Maria a Vico. E comincia non negli uffici comunali ma dove questa opera si andrà a radicare. E’ un primo incontro per aprirci alla comunità. Se siamo qui a parlare di quest’opera è perché c’è un gruppo di persone, tra cui il sindaco Andrea Pirozzi, che ha pensato che acquisendo l’ala est del complesso si potesse rilanciare questa zona».

«Con la collaborazione degli Oblati – ha proseguito il sindaco Andrea Pirozzi e con il finanziamento ottenuto, ricostruiremo un edificio oggi pericolante, da abbattere e ricostruire; credo come tutta l’amministrazione ed i presenti che piazza Aragona sia parimenti importante a quella principale. Siamo andati oltre l’ala del complesso aragonese: vogliamo suggerimenti per uno sviluppo di tutta la zona. Il progetto prevederà attività per rendere vivibile la piazza, per rendere fruibile la biblioteca degli Oblati, oggi chiusa: per questo invito tutti a non criticare solo ma anche a dare idee. Questa piazza è un luogo straordinario ma c’è bisogno di un progetto organico. Io e l’amministrazione comunale siamo qui: aperti ai suggerimenti ed alle proposte, per questo da domani non accettiamo più critiche».

«Siamo in una fase – ha illustrato il professore Miano, con l’ausilio di una serie di slides proiettate su uno schermo – in cui nessuna decisione è definitiva: siamo aperti a suggerimenti ed alla collaborazione con la cittadinanza e gli abitanti della zona, sulla base delle linee tracciate dall’amministrazione. Abbiamo sempre finito le opere ma non sempre hanno funzionato: per questo sono favorevole a discutere con la comunità per raggiungere gli obiettivi e realizzare le opere nell’interesse dell’amministrazione e della cittadinanza. Questo è un luogo centrale nel territorio comunale e sovra-comunale. Abbiamo scoperte cantine bellissime, dove realizzare un museo; il patrimonio della biblioteca degli Oblati è di enorme valore e sarà realizzata in una torre che collegherà il museo sottostante, alla Sala operativa della Protezione civile. Non è più tempo di edifici monofunzionali, come in passato, ma di edifici multifunzione adattabili a scopi futuri oggi forse neanche immaginabili. Prevediamo un ingresso al complesso dal parcheggio, come connessione; perché il complesso non sarà isolato dal resto della zona ma all’interno di un sistema urbano aperto, senza recinti e barriere. Il progetto definitivo è da redigere entro 60 giorni. Nel museo andranno bene i reperti ma, secondo me, deve essere multimediale: esso ha senso per la presenza dell’Appia».

«Oggi abbiamo aperto ragionamento e sono contenti degli interventi. Abbiamo ascoltato gli abitanti della zona e parlato di un progetto che riguarda tutta un’area. Dobbiamo ragionare per creare le condizioni per far arrivare turisti. Questo finanziamento, ottenuto in soli otto mesi, è solo il primo. Riqualificheremo anche il campetto per i giovani retrostante. Il nostro obiettivo è uno solo: riorganizzare l’intero paese. Per questo vi dico: voliamo alti», ha chiuso il sindaco Andrea Pirozzi.

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