SANT’Oggi. Mercoledì 3 giugno la Chiesa celebra il Sacratissimo Cuore di Gesù, San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli),…

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SANT’Oggi. Mercoledì 3 giugno la Chiesa celebra il Sacratissimo Cuore di Gesù, San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli),...a cura di don Riccardo Pecchia

Oggi 3 giugno la Chiesa celebra il  Sacratissimo Cuore diSANT’Oggi. Mercoledì 3 giugno la Chiesa celebra il Sacratissimo Cuore di Gesù, San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli),... Gesù, la festa del Sacro Cuore fu celebrata per la prima volta in Francia; viene fissata tradizionalmente nel venerdì successivo all’ottava della solennità del Corpus Domini, se questa si festeggia nel secondo giovedì dopo Pentecoste; se il Corpus Domini si festeggia di domenica, si tratta del primo venerdì immediatamente successivo ad essa, quella dei “Primi nove venerdì del mese” è una pratica devozionale della Chiesa cattolica, nata in seguito alla “Grande Promessa” che Gesù avrebbe rivelato a santa Margherita Maria Alacoque, consistente nella grazia della perseveranza finale per chi si fosse comunicato, in stato di grazia, il primo venerdì di nove mesi consecutivi, tale devozione è stata spiegata da Margherita Maria Alacoque come riparatoria dei peccati commessi nei confronti del Sacro Cuore di Gesù; Gesù apparve alla visitandina santa Margherita Maria Alacoque, ebbe tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte, chiese a santa Margherita di fare la Comunione il primo venerdì di ogni mese e di prostrarsi, con faccia a terra, dalle 23,00 alle 24,00, nella notte tra il giovedì e il venerdì, chiese ancora che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini fosse dedicato alla festa del suo Cuore, inoltre indicò come esecutore della diffusione di questa devozione il padre spirituale della santa, il gesuita san Claudio de la Colombiere.

SANT’Oggi. Mercoledì 3 giugno la Chiesa celebra il Sacratissimo Cuore di Gesù, San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli),...Si festeggia anche San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli), 261º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, nato a Sotto il Monte, piccolo paese della provincia di Bergamo, da una famiglia di umili origini, grazie all’aiuto economico dello zio Zaverio, studiò presso il seminario minore di Bergamo, poi si trasferì al seminario dell’Apollinare di Roma, attuale Pontificio Seminario Romano Maggiore, ordinato sacerdote l’allora vescovo di Bergamo lo nominò suo segretario personale, dove si mostrò per la dedizione, la discrezione e la sua efficienza; Pio XI lo nominò visitatore apostolico in Bulgaria, elevandolo alla dignità episcopale, fu delegato apostolico in Turchia e in Grecia, questo periodo della vita di Roncalli, che coincise con la seconda guerra mondiale, è ricordato in particolare per i suoi interventi a favore degli ebrei in fuga dagli stati europei occupati dai nazisti, mentre Pio XII lo nominò nunzio apostolico a Parigi, fu elevato alla porpora cardinalizia e fu nominato patriarca di Venezia, condusse una vita modesta, evitando barriere formali con fedeli e sconosciuti; faceva spesso lunghe passeggiate per le strade fermandosi a conversare in dialetto anche con i gondolieri; il 28 ottobre 1958, con grande sorpresa della maggior parte dei fedeli, Roncalli fu eletto papa, indisse il Concilio Vaticano II, non portandolo a termine per la comparsa di un tumore dello stomaco che lo affliggeva da tempo.

SANT’Oggi. Mercoledì 3 giugno la Chiesa celebra il Sacratissimo Cuore di Gesù, San Giovanni XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli),...Si celebra anche santi Carlo Lwanga e 12 compagni martiri dell’Uganda, capo dei domestici della corte del re di Mwanga, ucciso durante le persecuzioni anticristiane nel suo paese, particolarmente per essersi rifiutato di accondiscendere alle richieste del re; il martirio fu una vera una “via crucis” di 27 miglia, percorsa in otto giorni, tra le pressioni dei parenti che li spingono ad abiurare la fede e le violenze dei soldati, qualcuno viene ucciso lungo la strada, qualcuno trafitto da un colpo di lancia, altri inchiodati ad un albero con le lance dei soldati e altri vengono arsi vivi; chi assiste all’esecuzioni è impressionato dal sentirli pregare fino alla fine, senza un gemito, è un martirio che non spegne la fede in Uganda, anzi diventa seme di tantissime conversioni.

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