SCUOLA. Antonio Tulino: “Voglio esprimere il mio compiacimento e solidarietà agli studenti che sono in procinto di accedere all’Università”

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SCUOLA. Antonio Tulino: Voglio esprimere il mio compiacimento e solidarietà agli studenti che sono in procinto di accedere allUniversitàEgregio Direttore (Bassa Irpinia)
Mi ospiti ancora una volta, nella sua rubrica,  per esprimere compiacimento e solidarietà a quanti, studenti della fase conclusiva il  loro iter formativo di secondo livello, sono in procinto di accedere alle Università, ovvero, al mondo del lavoro. Giorni fatidici e compensativi quelli che costoro stanno vivendo. Le bacheche degli istituti superiori, al pari delle vetrine al momento dei grandi saldi, vengono prese d’assalto  e il cuore pulsa e le tempie scoppiano e gli occhi rincorrono gli schemi paralleli e i nomi, come titoli di coda del celebre film, scorrono veloci e si fa difficile la lettura non potendoli raccogliere tutti nella loro complessità : il  tuo, il suo, il loro, il mio,  si rincorrono come viaggiatori alla uscita della stazione, pronti ad entrare in un altro mezzo pubblico,  preoccupati di tenere in tasca il nuovo tagliando del viaggio.  E c’è chi ride, chi piange, chi si rammarica, chi cova vendette. La giostra della competizione per molti si sospende, per pochi s’interrompe, per altri,  resta  la riflessione. E s’accresce per questi ultimi  la consapevolezza del sapere, dell’autodeterminazione. Per pochi, molto pochi per fortuna, tra le altre motivazioni appare anche la compensazione. Alla malasorte, alla salute precaria, alle difficoltà finanziarie e ambientali,  agli scompensi familiari, tutti elementi spalmati nel campo del possibile accadimento, questi studenti,  hanno saputo rispondere traslando,   nelle sudate pagine dei  loro  compagni di prima gioventù,  le ansie, le paure, le incertezze;   continuando il sacrificio  della scelta, della esclusione,  ripagavano l’impegno di quanti,  nelle aule dei Licei o delle altre discipline della formazione del sapere, dedicavano loro cure, trasferivano esperienze, distribuivano valori.  Ed ora quei momenti bui, che arrecavano alla fatica dello studio il peso aggiuntivo di sconfitte o pause non volute, né cercate,  si illuminano di una luce diversa. Non è la giostra, per loro, ad essere avvertita come metafora di confronto. Loro non hanno mai avvertito  incertezze o capogiri; loro a testa bassa combattevano con lo scudo e con la spada  difendendosi e attaccando. E  stamane  davanti alla vetrina del negozio dei valori, tra i molteplici gioielli, vestiti o indumenti vari,   che  fanno dell’uomo il principe della terra, tra la stessa specie o tra quella più elastica del regno animale, gli occhi s’illuminano, il cuore  si gonfia e la speranza diviene  il passaporto del domani. E il numero diviene identità di confronto, spendibile nella banca aurea dell’esistenza umana. Ho preso 100 ! Risuona nel grande atrio dello spirito il grido del trofeo . E nel caleidoscopio delle emozioni l’eco si amplifica e raggiunge  l’udito più lontano. Non è più un elemento di valutazione, ovvero, non è solo questo. Diviene quel numero  strumento  di giustizia, legalità, trasparenza, onestà. Divine valore intrinseco della  libertà sociale.  Va a costoro il mio saluto speciale, il mio abbraccio virtuale, il mio pensiero profondo di ringraziamento. Agli altri, a quanti non possono emettere quel grido liberatorio, dedico  un grazie  per il loro impegno. La vita è tanto lunga e le occasioni non mancheranno per essere loro, primi tra i primi. A tutti voi studenti che lasciate le aule delle Superiori,  dedico un grazie e  un motivo intimo  di forte riconoscimento morale. Interpretando il sentire genitoriale italico posso  serenamente affermare  che il paese è orgoglioso di voi e aspetta che sappiate continuare su questa strada per rendere il servizio nobile  al  paese: il sapere. (Dott. Antonio Tulino)

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