“Solo 18 anni di carcere a mio padre, che vergogna”. L’uomo uccise la madre con 29 coltellate

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Luigi Messina è stato condannato a 18 anni per aver ucciso la moglie Rosanna Belvisi, una sentenza emessa dopo un processo con rito abbreviato davanti al Gup di Milano che ha fatto discutere soprattutto la figlia Valentina. “Mia mamma – scrive la giovane in un post su Facebook – non tornerà più indietro. Ma entrare in un’aula di tribunale e sentire come verdetto 18 anni. E una Vergogna Italiana questa!!! E TOGLIERE anche la crudeltà scusate che schifo. Mia mamma ha sofferto un sacco meritava la vita. Vuol dire che tutti in questo paese fanno quel c…o che vogliono tanto te la cavi con poco”. Nel profilo decine sono le foto e i messaggi per la madre dopo che i giudici hanno condannato in primo grado il padre a 18 anni di carcere per aver ucciso la moglie a coltellate nel gennaio scorso. Una pena molto inferiore rispetto ai 30 anni di reclusione chiesti dal pm Gaetano Ruta. Il giudice ha applicato lo sconto di un terzo della pena e ha escluso l’aggravante delle crudeltà.

Era il 15 gennaio. Luigi Messina e Rosanna Belvisi erano appena tornati a Milano da una vacanza a Pantelleria. Dopo una violenta lite Luigi Messina, ex guardia giurata di 53 anni, ha preso un coltello e ha colpito la moglie 29 volte. Dopo è uscito di casa, ha nascosti arma e vestiti insanguinati, è andato in pasticceria a comprare i babà e ha giocato alle slot machine. Ai poliziotti ha detto di aver trovato la moglie 50enne morta rientrando in casa. Ha infine confessato di averla uccisa per una lite sul figlio nato da una relazione extraconiugale dell’uomo.

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