SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisce

SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisce

SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisceIl presidio di occupazione della Sala consiliare del palazzo comunale, attuato dal gruppo di minoranza, è stato rimosso con l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Baiano e del “primo cittadino” Marco Santo Alaia, generando polemiche di varia natura. Un intervento di ripristino della legalità per il rispetto del ruolo svolto dalle istituzioni e che ha fatto seguito alle contestazioni espresse dai protagonisti dell’occupazione e dal Comitato cavalcavia 20\22 verso l’inadeguatezza dell’amministrazione rispetto alla  vicenda. Contestazioni respinte ai mittenti, con l’accusa di pretestuosa e inconcludente strumentalizzazione, dopo che la magistratura di Avellino ha predisposto il dissequestro provvisorio dei cavalcavia della lunga story, in attesa che Autostrade per l’Italia esegua gli interventi per il ripristino della normale agibilità e che dovrebbero concludersi nell’arco di un mese o poco meno.

di Gianni Amodeo

SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisceNella fase di svolta risolutiva appena avviata,ma innescando paradossalmente polemiche, va ripresa per sommi capi la story che si trascina dal 5 giugno, quando è diventato operativo il provvedimento di sequestro dei cavalcavia n.ro 20 e n.ro 22  dell’A-16 nel territorio comunale di Sperone. Mancanza di sicurezza per il traffico veicolare, alla base del drastico provvedimento della Procura della Repubblica di Avellino. Uno stop penalizzante per gli agricoltori e le aziende della zona industriale del Comune il cui territorio fa da interfaccia tra la Provincia irpina e l’area nolana, seguendo il tracciato della strada statale della 7-bis sulla direttrice della via Regia realizzata dall’amministrazione borbonica nel ‘700. Un caso aperto, sbloccato una decina di giorni fa dalla magistratura, recependo la proposta di Autostrade per l’Italia, la società concessionaria della rete nazionale,che ha assunto l’impegno di eseguire le opere di consolidamento alle due infrastrutture, realizzate negli anni ’60, per renderle agibili e sicure; opere programmate con l’utilizzo di tecniche costruttive sofisticate, con l’utilizzo di materiali flessibili e affidabile tenuta come le lastre di carbonio, in grado di garantire il massimo indice di consistenza alla massa cementizia.

SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisceA seguire l’occupazione del Palazzo comunale di piazza Luigi Lauro per opera del  gruppo consiliare di minoranza, per sollecitare la cantierizzazione dei lavori annunciati, censurando, nello stesso tempo, l’amministrazione comunale, che si sarebbe resa inerte rispetto all’intera vicenda. In realtà, l’amministrazione per il ristretto perimetro delle sue competenze è stata fattiva e responsabile fin dall’applicazione dei sigilli di sequestro, per scongiurarne gli effetti di lunga durata, come purtroppo è accaduto, a danno di imprenditori e agricoltori. Ed il “primo cittadino”  tiene a precisarlo, focalizzando quella che giudica un’indebita strumentalizzazione montata ad arte ed impropria, per giunta superata dagli eventi, a cui la rimozione del presidio d’occupazione non poteva che essere la risposta obbligata e doverosa, al di là del giudizio politico che sull’intera vicenda si vuole dare.

L’AMMINISTRAZIONE HA OPERATO CON RESPONSABILITA’ E TRASPARENZA      

SPERONE. Cavalcavia e il ruolo delle istituzioni. Il sindaco Marco Santo Alaia chiarisce “Non c’era nessun elemento e dato di fatto che potesse avallare e giustificare – afferma Alaia– il perdurare dello stato di occupazione della Sala consiliare. Uno stato di occupazione che nella sostanza e nella forma costituiva la negazione dell’impegno e del lavorio posti in essere in ambito istituzionale, per canalizzare la complessa problematica verso una risoluzione concreta nel tempo più ragionevole possibile. Il rapporto che l’amministrazione ha sviluppato con le Istituzioni preposte- Procura della Repubblica e Prefettura di Avellino – è largamente documentato e agli atti, a conferma della volontà piena di venire a capo della questione con decisioni chiare, nette e condivise sia dalle Istituzioni che dalla società Autostrade per l’Italia, parte in causa con specifici oneri e esplicite competenze; decisioni che non erano- come non sono- nella diretta  responsabilità dell’amministrazione fino a prova contraria parte offesa nella vicenda ed interessata a restituire in tempo brevi l’utilizzo dei due cavalcavia nella sicurezza e nell’agibilità ai cittadini, agli agricoltori e agli imprenditori della zona industriale”.

E sul punto d’abbrivio dell’azione posta in essere dall’Ente di piazza Lauro, il “primo cittadino” evidenzia che appena acquisita la notifica del provvedimento di sequestro disposto dalla Procura della Repubblica la “Giunta si è riunita con convocazione d’urgenza il 6 giugno, per deliberare l’affidamento ad uno Studio legale dell’incarico di tutelare gli interessi del Comune, proponendo l’istanza di dissequestro”, con tutto l’iter che ne seguiva fino all’approdo all’udienza in sede di Tribunale del Riesame, dopo il rigetto dell’istanza di dissequestro. E nella cronistoria si innestano non le consulenze rese all’amministrazione da esperti e docenti universitari sulle condizioni statiche delle infrastrutture sequestrate, ma anche gli incontri nel Palazzo comunale con gli agricoltori e gli imprenditori sull’evolversi della situazione. Uno scenario, nel quale si collocavano le istanze dei parlamentari Manfredi, Tartaglione e D’Agostino dirette ai Ministri Delrio e Calenda titolari dei Dicasteri dei trasporti e dello sviluppo economico, per  sollecitarne l’intervento e favorire le soluzioni necessarie, ma anche l’incisiva azione  della dott.ssa Maria Tirone, neo-prefetto, appena insediatasi nel Palazzo di governo del territorio della provincia, con la convocazione degli incontri di metà settembre e inizio ottobre per dirimere la questione; incontri che hanno coinvolto le rappresentanze prefettizie, del Comando provinciale della polizia stradale, della sezione irpina di Confindustria,dell’amministrazione comunale e della società Autostrade per l’Italia. Una proficua fase interlocutoria, che ha determinato la decisione della società concessionaria della rete autostradale di proporre alla Procura della Repubblica l’impegno a realizzare le opere di consolidamento, a garanzia dell’agibilità e della sicurezza pubblica per i due cavalcavia con le stesse garanzie di utilizzo connesse al loro eventuale rifacimento. Una proposta recepita dalla magistratura, con il dissequestro provvisorio per i lavori da eseguire. Un passaggio fondamentale, quest’ultimo, tenendo ben presente che la magistratura aveva respinto in precedenza la proposta della società di allestire un sistema di video-sorveglianza di affidabile e sofisticata tecnologia, in grado di garantire il transito di automezzi con carichi adeguati alla tenuta delle due infrastrutture, in particolare di quella contrassegnata dal n.ro 22, ma non superiori alle 34 tonnellate; soglia-limite di tolleranza per la pubblica incolumità secondo i referti dei carotaggi condotti dalla stessa società – a garanzia della staticità dei cavalcavia- ed oltre la quale il transito degli automezzi con carichi sovradimensionati sarebbe stato interdetto in automatico dalle apparecchiature informatizzate. Una soluzione tecnologica plausibile, ma oggettivamente troppo macchinosa e manipolabile rispetto alle reali esigenze di sicurezza, sulla cui priorità esclusiva e assoluta la magistratura non poteva affatto transigere.

Percorso lineare e tutto all’interno delle Istituzioni, come risalta dalle parti essenziali della story di quest’estate e dell’autunno in corso; un percorso reso noto e pubblico attraverso l’informazione televisiva, cartacea e degli on-line del territorio. C’è ora l’attesa dell’attivazione dei cantieri di lavoro, in cui saranno impegnati i tecnici e le maestranze di Autostrade per l’Italia. “Non è stato ancora notificato alcun atto all’amministrazione comunale- spiega Alaia – in ordine all’inizio dei lavori. Un solo dato è certo: non dovrebbero superare le quattro settimane, una volta aperti i cantieri. E’ il crono programma- conclude- prospettato dalla società negli incontri tecnico-istituzionali svoltisi in Prefettura”.