Strage bus, tirafondi nel mirino

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Strage bus, tirafondi nel mirinoI tirafondi del new Jersey sono stati nel terzo giorno di consulenza sulla strage di Acqualonga, al centro degli accertamenti da parte dei tre consulenti della Procura e dei 14 consulenti di parte. Si tratta delle aste di ferro che stanno infisse in parte nel cemento del guard-rail e in parte in quello del cordolo su cui la barriera viene fissata. Servono appunto per il fissaggio a terra, per cui quando sono corrosi di fatto il guard-rail è semplicemente appoggiato al cordolo. Talvolta, per errore o trascuratezza di montaggio, mancano del tutto. Ovviamente si dovrà accertare questo. Sia per quanto riguarda la parte di new jersey che ha ceduto, sia per quella che è ancora presente lungo il viadotto. Le operazioni sono iniziate di buon ora. Sotto osservazione da parte dei consulenti ben nove new jersey-i cosiddetti ‘tirafondi’, cioe’ i tasselli di fissaggio: a tal fine sono stati prelevati e poi ricollocati anche due new jersey. Non solo, e’ stato anche esaminato il tratto precedente il cedimento della barriera: dal punto in cui, come si evince anche dalle immagini della telecamera di Autostrade per l’Italia, il bus ha perso il controllo, vale a dire 1,3 km. Partiti dal punto di frenata del pullman guidato da Ciro Lametta. E proprio su richiesta di una delle parti, nella giornata di oggi si verificherà anche lo stato di uno dei new jersey integri, ovvero quelli che si trovano ancora sulla parte della barriera che non è stata interessata dal cedimento e dsalla collisione con il pullmnan della Lametta tour e quelli che invece sono volati giù insieme al mezzo nella tragica serata del 28 luglio scorso. La domanda resta sempre la stessa. La barriera ha ceduto perchè nonostante fosse a norma non poteva reggere al peso del mezzo, oppure non era a norma?. «Bisogna verificare le ragioni del crollo delle barriere – dice Antonio Mirra, il legale dell’autista del bus, Ciro Lametta, anche lui vittima dell’incidente – un dato e’ chiaro a tutti, quelle persone sono morte cadendo giu’ da quell’altezza». Un esame, quello delle barriere che oggi ha fatto slittare a domani il sopralluogo nella scarpata dove il bus e’ poi precipitato. Un tratto, quello a ridosso della strada provinciale, dove ci sono ancora i segni delle vite delle vittime. Si vedono ad occhio nudo nell’area sequestrata, dove dal terreno riaffiorano scarpe, abiti, ma dove ci sono anche pezzi del bus e delle barriere del viadotto.

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