U.S. Avellino. Braglia difende Pane e si sofferma su Di Paolantonio, il Catanzaro: “Me lo aspetto tosto e arrabbiato”.

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di Lucio Ianniciello

Domenica i lupi ritorneranno in campo per affrontare il Catanzaro,  nello scorso week end ci fu riposo. Braglia analizza subito il tema portieri dopo l’infortunio di Forte: “Abbiamo avuto un problema e siamo intervenuti. Qui c’è una titolarità, poi Pane e Leoni, appena arrivato. La questione non si pone, gioca Pane. Solo perché ha fatto una cavolata non si deve massacrarlo. La squadra stava giocando male in quel frangente, tutti colpevoli: troppo bassi, io non sono intervenuto”. Il Catanzaro: “Abbiamo lavorato, riposato due giorni e mezzo. Loro sono un organico importante, tra i primi 5-6. Ci dobbiamo far trovare pronti, sono arrabbiati e in ritiro da mercoledì”.

Silvestri ed Errico: “Il primo ha fatto tutta la settimana, non ha problemi. Errico è un ragazzo, al dottore l’ultima parola. Abbiamo anche bisogno di uno come lui, ci può arricchire”. Gli attaccanti: “Tutti bravi, li sto facendo ruotare. Se si perdono, problemi loro. Quando si è chiamati in causa, si deve dare”. Il problema Covid: “È giusto andare avanti, chiudersi non è una soluzione. Capisco i morti, ma non è facile con famiglie di 4-5 persone. Non lo è per le squadre, penso al Palermo per esempio. È una cosa brutta. Mi auguro di finire il campionato. É falsato, anche senza pubblico non è regolare, non c’è più il fattore campo”.

Di Paolantonio è finito all’Arezzo, Braglia spiega: “De Francesco sta facendo bene, prima di prenderlo abbiamo trattato “un altro” che si è accasato ad Arezzo. Gli è stato offerto il doppio di quello che prendeva. Non mi faccio prendere “per le mele”. Mi ha chiamato ma gli ho detto di parlare col direttore sportivo. Noi siamo a posto, è venuto un portiere. Siamo limpidi, conta il gruppo. La media punti dell’Avellino è buona, squadra rinnovata totalmente. Abbiamo rubacchiato una partita a Viterbo ma sciupato contro la Turris. Io a mare non ci butto nessuno, difendo chi ho e affondo con loro se si affonda”. Parole anche per il ds Di Somma: “Lo conosco da una vita, ce ne siamo anche dette ma è rimasto tra noi. Riesco pure a farlo ridere. Con lui ho fatto già tre anni a Castellammare. Ritengo di essere chiaro, siamo fatti a modo nostro, ci rispettiamo e abbiamo un punto in comune, oltre il quale non si va”. Il Catanzaro viene da due pessime gare, il tecnico Calabro sarebbe all’ultima spiaggia domenica: “Non voglio entrare nelle cose loro, erano accreditati fino alle recenti battute d’arresto. Dopo Terni c’è stato il finimondo, hanno pareggiato in 11 contro 9 nell’altra gara con il Palermo. Io in doppia superiorità numerica persi una partita per 4-2. Nel calcio ci può stare. Mi aspetto una squadra tosta, dobbiamo essere all’altezza”.

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