UGUALI E DIVERSI, UGUALI O DIVERSI?

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UGUALI E DIVERSI, UGUALI O DIVERSI?
Prof. Vincenzo Serpico

Il lessico legato alla grammatica italiana può cambiare il senso di un concetto con il semplice utilizzo di una congiunzione.

Il mondo in cui viviamo produce in tutti noi qualche crisi di identità legate al fatto che riteniamo tutto possibile, tutto attuabile e tutto sostenibile: non è così!

In un clima di civile convivenza non dovrebbe subentrare la legge per chiarire ciò che è giusto ciò che è corretto ciò che è rispettabile da tutto quello che non si può dire e non si può fare. Il nostro tessuto sociale non è ancora pronto ad applicare per scelta ideologica una vera e propria parità di genere ed è ciò che è accaduto recentemente con delle affermazioni di un noto rapper della musica leggera italiana.

Senza essere bacchettoni, senza forme di ipocrisia, senza falsità possiamo affermare che la  parità fra uomo e donna, che la parità fra maschi e femmine, che la parità fra persone eterosessuale e persone omosessuali trova il suo fondamento nell’enunciato della costituzione italiana “ la legge è uguale per tutti”.

Il “pronome tutti” comprende nella sua idea ogni cittadino, senza alcuna “distinzione……di sesso……”. Per tanto, se l’evoluzione del genere umano ancora non ha prodotto questo sistema di vita, allora è opportuno che faccia chiarezza la legge!

In quanto cittadini siamo tutti uguali nel rispetto e nell’applicazione della norma e contestualmente siamo tutti diversi per orientamento politico, per razza, per ceto sociale di appartenenza,  ma “tutto questo non deve essere il solco” al di là del quale si differenziano gli uguali dai diversi.

Sia connotati in tutti le giovani leve la mancanza di qualsiasi forma di innata superiorità, che rischiosamente si può trasformare in subdole idee di qualche stupito “suprematista”.  Pur senza tornare alla visione della “donna angelo” richiamata dal manifesto poetico “del dolce stil novo”, dobbiamo vivere consapevolmente che prima ancora di connotati fisici e caratteriali, sia presente in noi l’idea di “persona”, da rispettare in modo reciproco e vicendevole in una Italia più solidale.

 Dott. Vincenzo Serpico  

                                             

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