Una favola italiana, a cura di una scrittrice invisibile. Video

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C’era una volta un paese molto antico abitato da un popolo di poeti, navigatori e santi, chiamato il bel paese! Come una bella donna sfoggiava bellezze da nord a sud, cullata dal mare, sovrastata da monti e pianure verdeggianti, un clima mite e del buon cibo, paesaggi mozzafiato, castelli, case, chiese, monumenti patrimonio dell’umanità… In un posto così bello la gente non poteva che essere felice! Col passare del tempo però anche il dio denaro volle andare ad abitare lì e tante cose cambiarono. Sotto il suo dominio il popolo divenne triste. Aveva illuso e trascinato tutti nel nulla, trasformato un popolo felice, accogliente, solidale, pieno di virtu’ e bellezza in schiavi svuotati del loro essere a suo servizio. Come se non bastasse, un giorno inaspettatamente, da lontano, forse dallo spazio, non si sa, arrivò un nemico atroce, un virus invisibile, denominato Covid 19.  Era approdato nel bel paese per divorarne le bellezze di cui era affamato e iniziò col mangiare i suoi abitanti. Era tremendo, visibile solo agli scienziati attraverso apparecchiature sofisticate, i quali dichiaravano di non aver visto mai nulla di simile! Era davvero orrendo, si presentava con una corona in testa, potente, forte e spietato! Gli stessi dichiararono senza alcun dubbio: È il re del male!  Seminò da subito panico e terrore, divorava soprattutto le persone che si abbracciavano, tant’è che il presidente diede l’ordine di non abbracciarsi, di scappare e chiudersi in casa, e dichiarò lo stato di guerra! Dalle case tutti assistevano alla lotta e lo scenario era apocalittico: medici, infermieri, forze dell’ordine, persone addette alla protezione del popolo, lottavano con tutte le armi a loro disposizione e con tutte le loro forze, giorno e notte, senza mai riposarsi e si immolavano in nome del popolo italiano. Il nemico però avanzava e più mangiava più si faceva grande. Gli esperti, i ricercatori, gli scienziati, studiavano un antidoto ma c’era bisogno di tempo. Il popolo era in ginocchio! Molti persero i loro cari a cui non poterono dare neanche l’ultimo saluto, perché non potevano uscire di casa. La loro mente allora cominciò a viaggiare, poiché la forza straordinaria degli uomini è proprio questa: possono volare anche stando fermi! Il loro pensiero andava ai giorni felici, dai parenti, dagli amici al bar, al mare, alla montagna, alle feste, alle tradizioni, su una tomba o in una chiesa a pregare e iniziarono a riassaporare la bellezza dimenticata in cui e per cui erano nati.  Quel sapore gli fece ritrovare il senso di appartenenza a un popolo, la loro identità, la loro cultura, la loro tradizione, la loro storia, e si ritrovarono uniti più che mai e orgogliosi appesero la loro bandiera fuori a tutte le finestre e i balconi del paese. Tutto aveva un sapore ritrovato! I bambini intanto, forti della scuola dei nonni, giocando a nascondino in casa, cercarono sotto al letto un baule con dentro le cose di tutti i giorni e trovarono la ricetta preziosa, magica, capace di sconfiggere ogni male anche il più grande, di cui i nonni gli avevano parlato e li avevano nominati custodi. Era intitolata: “Ricetta dell’amore” e gli ingredienti erano: principio di libertà, di giustizia, di solidarietà, di accoglienza, di fratellanza, di pace… I nonni tramandavano questa ricetta di generazione in generazione, era la cosa più preziosa che potesse mai esistere, tanto che, per custodirla nel tempo avevano lottato e pagato anche con il
loro sangue. Fu così allora che i bimbi disegnarono arcobaleni colorati con la scritta: “Andrà tutto bene, ce la faremo!”, e li appesero vicino alle bandiere di ogni finestra e balcone. Quella scritta però era un codice segreto da trasmettere ad altri per attaccare il nemico e sorprenderlo tutti insieme, e stava a significare: cercate sotto il letto tra le piccole cose di ogni giorno. Il re del male era attento alle strategie umane ma non conosceva questo codice segreto. Quella ricetta era presente in ogni casa e tutti la trovarono. Le persone allora uscirono sui balconi e finestre e iniziarono a fare festa con musica, canti, balli, con il sorriso e la consapevolezza di avere nel cuore una cosa più forte di qualsiasi nemico. Alla vista di tutto ciò il re del male iniziò a soffrire e a rimpicciolirsi. Gli scienziati attenti seguivano l’evoluzione e informavano la popolazione di un avvistamento anomalo nella corona del nemico, ossia un piccolo puntino rosso che pulsava. Il re del male si rimpicciolì così tanto che scomparve per sempre nel nulla! Il bollettino di guerra recitava così: NEMICO ANNIENTATO! AVEVA CONTRATTO IL VIRUS DELL’AMORE! Il popolo italiano si abbracciò unito più forte di prima e tornò ad essere il più bello del mondo!

Una scrittrice invisibile

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