US Avellino. Braglia: “Juve Stabia attrezzata, noi possiamo ancora migliorare”.

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di Lucio Ianniciello

Sabato prossimo  alle 17,30 l’Avellino affronterà la Juve Stabia al “Menti”, derby importante e che mister Braglia vivrà da grande ex, 4 anni a Castellammare: “Una squadra che ci ha messo in difficoltà all’andata. Ha vinto bene l’ultimo match a Francavilla. È stata costruita per arrivare tra le prime 5-6. Ha avuto un periodo brutto, ora ha trovato un nuovo equilibrio. Sono stato lì, ci ho giocato contro vincendo e perdendo. Ci dobbiamo preparare, io sto bene anche qui. Mi fa piacere tornarci ma è chiaro che si pensa a ottenere il risultato con l’Avellino. Noi di solito cambiamo se gli altri hanno i tre davanti. La Juve Stabia ha Borrelli e Marotta in attacco, Orlando a supporto con Fantacci che si inserisce. Ha cambiato modulo, fa il 3-5-2, ha giocatori importanti, altri sono arrivati nel mercato di gennaio. Il play è Berardocco. Ce ne hanno di pedine forti. È una squadra attrezzata, può arrivare tra le prime 5-6”.

L’attenzione si sposta sull’attacco avellinese e sul Bari, per i lupi la possibilità di mettere la freccia sui galletti e insediarsi al secondo posto: “Si va avanti con la coppia. Il Bari non mi interessa, tanto meno le parole del presidente e dell’allenatore. Sono sicuri di poter riprendere un discorso, beati loro. Io un certo timore ce l’ho per ogni partita, vado dritto per la mia strada. Noi non è che ci divertiamo a cambiare, se tengo fuori due elementi per 4-5 domeniche che ottengo? Capisco che qualcuno ha noia ad eseere sostituito al 70′, vuol dire che lo rimpiazzero’ al 65′. Stanno giocando tutti e stanno dando. Bernardotto non sbaglia se fa due partite no e una si’, va in difficoltà se dovesse farne due di fila. La rotazione tra le quattro punte c’è, non cambieremo mica ora. Devono farsi trovare pronti se vogliono giocare”.

A Castellammare non ci sarà Illanes, squalificato, Braglia si sofferma anche sul centrocampo e su alcune questioni tattiche: “Rocchi e Dossena stanno bene, può giocare anche Ciancio. Dossena lo vedo come il cambio di Miceli, Rocchi come braccetto in una difesa a tre. All’inizio ci sono state difficoltà d’insieme. D’Angelo col Palermo non ha fatto male, come Aloi. Hanno giocato sempre, fortuna per noi. Con De Francesco magari qualcuno prenderà fiato, importante scegliere bene il momento, affinché ne possa beneficiare la squadra. Avremo tre partite prima di fermarci, possono recuperare. Contano i risultati. Dobbiamo lavorare sugli angoli, le punizioni. Non è facile, come per esempio domenica scorsa contro il Palermo con una linea di 5-6, quando gli avversari superano l’1,85 di altezza. Anche noi battiamo i corner, sulla palla si trova sempre posizionato un avversario, vuol dire che ci studiano. Esattamente come facciamo noi. La Juve Stabia ne ha di bravi di testa”.

La pressione sui calciatori irpini, la stagione va verso il  suo momento clou: “Sono tranquilli. Io non dico i risultati ma loro sanno tutto. Capita che quando si dice che non si può sbagliare, puntualmente si toppa. Caricare ora è troppo presto. Bisogna andare avanti, la strada è quella. Umiltà e si tireranno le somme”.

Le sue impressioni sulla squadra: “Possiamo ancora migliorare, qualcuno non sta rendendo al meglio, anche tra le alternative succede, è il caso di Errico. Certe cose ti fanno fare il salto di qualità, è capitato nella mia esperienza a Cosenza. Dopo una sconfitta netta è cambiato tutto. Ritornando in casa nostra c’è ancora poca gente che riempie l’area, pochi esterni che vanno a chiudere sul secondo palo”.

 

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