VinItaly, parla il sen. Barbaro: grande presenza delle aziende campane ma manca un sistema per la promozione delle eccellenze vitivinicole regionali

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Una tra le più prestigiose fiera vitivinicola al mondo quest’anno ha un accento campano più del solito. Vinitaly –  a Verona dal 15/18 aprile – è la più grande manifestazione d’Europa sul vitivinicolo e brilla per la sua crescita nell’edizione 2018 anche grazie alla grande presenza e capacità degli imprenditori della provincia campana che con costanza e caparbietà portano avanti progetti di produzione di grande qualità e riconosciuta eccellenza.

«I numeri della Campania a VinItaly sono tanto importanti quanto incoraggianti – commenta il sen. Claudio Barbaro della Lega – ma sono soprattutto i numeri della provincia campana a dare luce a questa presenza. Sulle 253 aziende campane presenti in fiera, 108 provengono dalla provincia di Avellino, 44 dalla provincia di Benevento e 36 da quella di Caserta. In pratica il 75% delle totali campane.

«La crescita esponenziale del settore vitivinicolo fa ben sperare l’Italia e, soprattutto, la provincia campana che può fare delle proprie produzioni di eccellenza un volano per la crescita esponenziale. Sono numeri importanti che richiedono, però, un importante sostegno ed un altrettanto importante impegno.

«Se da un lato i numeri campani non possono non inorgoglire, dall’altro va sottolineata una grande assenza di temi politici regionali legati al settore vitivinicolo. Il progetto di enoteca regionale sotto l’egida della stessa Regione è vecchio di dieci anni, non è mai decollato e non esiste, al momento, progetto di pari valore se non quello messo in atto da liberi consorzi tra privati o camere di commercio.

«L’universo del vino campano vale oltre 70 milioni di euro e dà lavoro a quasi 30.000 occupati. Non si tratta di dettagli ma di una presenza importante a cui la polita nazionale e territoriale non può non guardare con grande senso di responsabilità».

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