BAIANO. Esegesi del saggio del prof. Franco Vittoria presentato per il congresso provinciale del PD del marzo 2021 e proposta congressuale per la platea dei partecipanti al congresso e per i tesserati tutti

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di Silvana Acierno  – Tesserata Pd  Baiano

Ho letto con interesse il saggio del prof. Franco Vittoria, come proposta di discussione per la prossima assise provinciale ad Avellino.

Ritengo utile qualche annotazione e commento a riguardo, secondo la mia personale  lettura.

  • La pandemia che stiamo vivendo ha cambiato le nostre vite e tutti i riti sociali, ed anche quando sarà finita, nulla sarà come prima. Del resto lo dicevano gli antichi Greci : “Panta rei” (il greco antico non è supportato dalla tastiera), tutto scorre e nulla è mai come prima.
  • Occorrerà creare un nuovo patto politico tra i cittadini, “ rinchiusi nel proprio particolare”,

 e la politica. Ma di che politica parliamo? Citando  Manuel Castells Olivàn ( tra i primi studiosi della società in rete e della trasformazione sociale che l’accompagna), Vittoria riflette su come si potrà riallacciare il discorso politico tradizionale, come era d’uso nei paesi dell’entroterra irpino ,” la Città locale”,  con un discorso politico attivo nel mondo della “ Città globale” odierna.  Nel mondo della “Città globale” i nuovi dominanti ( coloro che appartengono al mondo che ha abolito le distanze socio/culturali e i luoghi fisici tradizionali di confronto-scontro) lasciano chi è fuori  sempre più indietro, in una condizione di perdita assoluta dell’agire collettivo e politico possibile. L’agire politico trasmigra  in altre dimensioni, provocando una nuova diseguaglianza, mirabilmente descritta da Zygmunt Bauman ( Vite di scarto e altro)

  • I tanti “paesi polvere” della nostra Irpinia ( definizione romantica ma inquietante allo stesso tempo) tenacemente attaccati ad un passato che non riesce ad entrare nel futuro, immobili e sempre più spopolati, devono essere accompagnati e supportati da una nuova politica, che preservi la memoria e le radici delle passate passioni politiche,  per adattarsi al nuovo paradigma tecnologico imperante.
  • Ma siamo davvero così “polvere” e incapaci di affacciarci alla modernità e soprattutto servirci del progresso tecnologico per imprimere una vera svolta ai territori? E se questo deve essere il compito della “nuova politica” di cui parla Vittoria ( costruire un’idea/forza presentando le terre di De Sanctis come terra della “Ricerca” e del “Capitale umano”), non stiamo forse ignorando le tante eccellenze tecnologiche, industriali e manageriale che già sono attive in Irpinia? E davvero pensiamo che la sola “nuova politica” possa incidere nei progressi economici/sociali/culturali/politici che sono ormai globali, sapendo che il pianeta intero è dominato da forze economiche al di sopra degli Stati/nazione e senza il minimo controllo della “politica possibile”?

 Se dunque il mondo è sempre più interconnesso, se il futuro è già la nostra vita odierna, se anche i territori più lontani geograficamente dai centri di gestione amministrativa e politica sono interconnessi o lo devono diventare sempre più in fretta e bene ( pensiamo ai grandi progetti delle infrastrutture materiali e logistiche che servono all’Irpinia e al Sud in generale), qual è dunque la “mission” del Pd Irpino alle soglie di un congresso provinciale che deve scegliere una nuova dirigenza di partito al servizio dei territori ?

  • A) Consapevolezza della storia ideologica da cui viene il Pd, una storia di valori umanitari e sociali ( l’uomo soggetto dei diritti politici, sociali ed economici), storia delle lotte operaie per  riconoscimenti dei diritti dei lavoratori e per una maggiore giustizia sociale, storia delle lotte delle donne per affermare la piena parità di genere, storie di grandi progetti economici di rinascita del Sud spesso naufragati per insipienza gestionale o solo malaffare imperante nella società.
  • B) Chiarezza dei fini dell’agire politico nei tempi odierni. Se Mario Tronti (filosofo marxista operaista) ha più volte evidenziato il pericolo di una politica “privatizzata e personalizzata” senza più la funzione pubblica a lei connaturata, oggi il Pd provinciale, ma credo anche quello nazionale, deve indicare la strada che intende percorrere per il governo dei territori..
  • C) Un patto, con i tesserati e con i concittadini irpini tutti, per uno sviluppo economicosociale-culturale dei nostri territori, presentando progetti operativi agganciati alle risorse già stanziate o quelle in arrivo. Offrendo passione civile e professionalità nella gestione degli enti locali, provinciali e regionali, in un interagire continuo con la realtà globale politica, economica e culturale.
  • D) Lealtà e considerazione sempre verso i tesserati; cittadini che sottoscrivono una tessera, lasciano un contributo economico, e poi, Parafrasando un romanzo di successo di qualche tempo fa, ritengo giunto il tempo di cancellare “la solitudine dei tesserati”. La nuova dirigenza che uscirà dal Congresso organizzi un partito tecnologicamente avanzato, capace di comunicare sempre con i tesserati e con le realtà culturali o associative dei territori, per accompagnare le nostre terre nel 21° secolo.

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