BAIANO. “Il Palazzetto dello sport a Baiano: un progetto ideato, progettato e finanziato dall’amministrazione 1989 – 1994”

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Carlo Borea, al quale sono legato da sentimenti di sincera amicizia e stima ben oltre la diversità di opinioni politiche, nel condividere una dichiarazione del Circolo Fratelli d’Italia sugli impianti sportivi a Baiano, chiamain causa anche l’amministrazione 1989 – 1994, di cui ho fatto parte. Doveroso dunque esprimere anche le mie opinioni in merito, con una necessaria  premessa: io parlo solo di fatti che conosco bene, di cui sono stato protagonista o testimone. E’ chiaro che dopo averli esposti li integro con le mie considerazioni. Da convinto sostenitore del confronto  sereno, senza acrimonia, della trasparenza e della completezza delle informazioni di valenza collettiva, spero di aprire un dialogo costruttivo a beneficio dei cittadini di Baiano. Per questo cerco di dare ai miei interventi sempre una profondità “storica”, inquadrandoli in un ampio contesto che consenta a chi legge di formarsi una opinione. Ecco l’incipit di Carlo: “…prima e dopo le due amministrazioni Napolitano non so se ci sia stato più un vuoto di senso o un senso di vuoto”. Un giudizio negativo, dunque, anche sulla stagione 89 – 94, che per me è ingiustificato prima che ingeneroso. Quell’amministrazione fu protagonista di una  positiva rivoluzione, voltando pagina rispetto agli anni precedenti. Dichiarandomi pronto a un confronto pubblico su tutto l’operato di quegli anni, mi limito alle cose fondamentali:  Informatizzazione, una vera, coraggiosa, tenace, faticosissima impresa, a costo zero, capace di proiettare nella modernità  la “burocrazia” comunale (furono utilizzati  computer acquistati anni prima e che giacevano inutilizzati negli scatoloni); ridisegno anche strutturale  di ruoli e funzioni, con attenzione alle capacità e merito, sempre in stretta economia: le persone giuste al posto giusto; istituzione dell’ufficio tributi, a costo zero; centinaia di pratiche di contenzioso messe in ordine e riattivate per il recupero a costo zero; istruzione e approvazione dei debiti comunali fuori bilancio: una difficilissima ricostruzione di un centinaio di pratiche con faticosa ricerca dei documenti a supporto e con doverosa esclusione di pratiche non corrette; una nuova concezione del bilancio comunale, riscritto in modo chiaro e intellegibile, portato all’attenzione del pubblico prima dell’approvazione in consiglio; risanamento del bilancio in cinque anni di sacrifici e controllo rigoroso della spesa, razionalizzando quella indispensabile ed eliminando quella  inutile.

Fatta questa premessa, passo alla storia del Palazzetto raccontata sempre sulla base concreta di fatti oggettivi.  

E’ vero, come racconta Carlo, che la storia comincia con la struttura di ferro regalata dal comune di Paliano (appena dopo il sisma del 1980) e che la stessa rimase per qualche anno inutilizzata ad arrugginire nello spazio libero dello stadio Bellofatto. La sua successiva ricostruzione, però, è carente per una serie di omissioni  a lui forse ignote. Sindaco il compianto Pietro Foglia, nel 1985, partendo dalla struttura disponibile, fu progettata l’opera di costruzione del palazzetto finanziata con un mutuo cassa ddpp di 200 milioni. Progettista l’arch. De Rosa. La gara fu appaltata e assegnata all’impresa “Tennis Tecnica di Bari”. I lavori iniziarono ma vi fu una difficoltà non prevista che li bloccò subito: il manufatto in ferro, costruitoprobabilmente in economia, non aveva calcoli statici e l’impresa non poteva assumersi la responsabilità di alzare la struttura senza garanzia. Lo stesso direttore dei lavori si dichiarò incompetente e fu impossibile trovare uno strutturista in grado di assumersi la responsabilità della sicurezza statica della carpenteria e delle capriate. Ergo: una massa di ferro lavorato inservibile. Nel 1989 ci fu il cambio dell’amministrazione e ci ritrovammo a fronteggiare le pretese dell’impresa appaltatrice che, legittimamente, premeva per utilizzare i fondi del mutuo per costruire un campetto scoperto per il tennis. L’alternativa era una sola: annullare  il contratto e versare all’impresa il mancato guadagno come prescrive la legge. Ovviamente in entrambi i casi avremmo avuto un danno.  Per fortuna riuscimmo a tacitare l’impresa e, grazie ad intermediazioni amichevoli, ad annullare il contratto senza grossi danni. Poi trovammo una brillantesoluzione, frutto di una felice intuizione. Ripartimmo dall’idea di recuperare i  fondi di un altro mutuo di 150 milioni acceso dal comune per un sottopasso dei binari della ferrovia, tra via Napolitano e via Lippiello, mai realizzato e giudicato inutile. L’obiettivo temerario ma realizzabile: sommare i due mutui per arrivare ai fondi necessari per un palazzetto.  Impresa non semplice, dal momento che i tecnici comunali calcolarono in 800 milioni l’importo per realizzarlo, tra progettazione e costruzione.  Non ci scoraggiammo e pensammo a una soluzione in due mosse. Prima il progetto, ottenuto gratuitamente, corredato di disegni e calcoli,  dall’ufficiotecnico di una grossa industria di prefabbricati in ferro il cui titolare si rese generosamente disponibile. L’ing. Libertino fu incaricato di tenere i rapporti e collaborare con quei tecnici e si recò più volte nella sede di quell’industria. Con minuzioso lavoro di calcolo finanziario, limando il progetto finale, che fu ridotto al minimo, riuscimmo a rientrare nelle somme disponili dei due mutui. Con meno della metà dei fondi necessari non si poteva fare di più ma fu centrato l’obiettivo: non sprecare risorse finanziarie e realizzare un sogno: un palazzetto dello sport  a Baiano. Centrato in pieno. Il progetto, finanziato dai due mutui prima indicati, fu approvato con delibera di giunta n° 276 ad agosto del 1993. Ci attivammo subito dopo per la parte “burocratica”: chiedere agli uffici competenti la devoluzione dei fondi dei due mutui da riversare sul palazzetto.   Eravamo ormai quasi alla fine della legislatura. Il geom. Lorenzo Napolitano si occupò di questa incombenza e, su nostra richiesta, si recò diverse volte agli uffici per seguire la pratica di devoluzione, che fu concessa, non ricordo bene, se appena prima o appena dopo le elezioni del maggio/giugno 1994.

Per il principio della continuità amministrativa, il progetto fu appaltato e realizzato dalla giunta  Napolitano, che, meritoriamente si attivò negli anni seguenti anche per completare e migliorare la struttura. Alla prossima puntata informazioni sul Campo sportivo.

Baiano, 3 gennaio 2019

Antonio Vecchione

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