EDITORIA. Focus su 30 anni di precipitazioni nevose sui monti Avella e sul Partenio (1983-2013)

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E’ in libreria il volume di Adriano Mazzarella, Andrea Giuliacci e Stefano Lanziello, in cui sono focalizzate la portata e l’incidenza delle nevicate sui territori. Il testo è pubblicato dalla casa editrice Aracne, specializzata nell’editoria  scientifica e per la didattica universitaria. L’opera sarà presentata ufficialmente a fine giugno, nel palazzo Municipale, a cura della civica amministrazione,guidata dal sindaco  Enrico Montanaro.

I fattori,  che, in rapporto di causa ed effetto, incidono  sulle variazioni climatiche di breve, media e lunga durata  sono sempre più oggetto di capillari analisi ed interessano l’opinione pubblica con scala crescente. Sono i fattori, a cui si correlano le ragioni della ricerca di responsabili  e convergenti soluzioni di sostenibilità  ambientale da dare alle sempre più  stringenti problematiche, poste dal  surriscaldamento dell’atmosfera, indotto dalle crescenti emissioni di  anidride carbonica, generate dallo sviluppo dell’industrializzazione e della post-industrializzazione , in connessione con la società globalizzata ed iper-consumista del nostro tempo.

   C’è  ora un mini-spaccato localistico, che per  alcuni versi investe la generale tematica della climatologia. E’ lo studio unico per la  qualità della ricerca cognitiva e per  la metodologia applicata, che focalizza la conformazione naturalistica sui ristretti spazi dei Monti Avella e del Partenio.  L’unicità concerne la materia dello studio, calibrata  sulle precipitazioni nevose, che nell’arco di trent’anni, dal 1983\1984 al 2012\2013, hanno interessato i contesti d’alta quota  della Valle caudina e dell’area attraversata dal Clanio; contesti, afferenti alla dorsale dell’ Appennino campano e che, a metà arco, nei quali è  “contenuta” parte della piana nolana, verso la direttrice della provincia di Caserta, fulcro di quella che una volta si chiamava Terra di lavoro.

  Le risultanze dello studio, con il dettaglio dei dati acquisiti e le schede che ne presentano i profili della ricognizione compiuta, formano un ampio ed interessante volume, appena pubblicato a Roma  dalla Casa editrice Aracne, specializzata nel settore  scientifico e della didattica universitaria. Un prospetto di racconto,  che si sviluppa per 380 pagine, fornendo non solo informazioni sull’andamento delle precipitazioni nevose, ma anche una guida illustrativa  delle aree montane, oggetto dello studio, facendone cogliere, attraverso il ricco corredo fotografico, persino le  variazioni di tonalità e sfumature paesaggistiche dei mesi invernali, quando i boschi e la  vegetazione sono ancora sotto la cappa delle basse temperature e la fauna  sembra essersi diradata del tutto. E sono variazioni, che  diventano celeri, appena si fa largo marzo con i giorni dell’equinozio primaverile.

   Adriano MazzarellaAndrea  Giuliacci e Stefano Lanziello  sono gli autori del volume, inserito nella collana “Terra fluida e dintorni”,  autentica e raffinata  gemma editoriale di Aracne, in stretta coerenza con i contenuti che propone. Gli ambiti di professionalità e delle competenze maturate  nella ricerca pura e nelle verifiche sperimentali, che connotano l’attività dei tre autori,  costituiscono il mix  ben riuscito dell’opera.

   Adriano Mazzarella  è docente associato con cattedra nel Dipartimento di Scienze della terra dell’Università degli Studi di Napoli. Responsabile dell’Osservatorio meteorologico della Federico II, Mazzarella  ha al suo attivo un’importante produzione saggistica- oltre  settanta testi- sugli andamenti climatici e i mutamenti meteorologici. Andrea Giuliacci, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze della terra alla Federico II,  è “volto televisivo” ben noto, per i programmi che realizza sulle reti-Mediaset, dando un rilevante contributo alla divulgazione delle conoscenze climatiche del pianeta-terra, giorno dopo giorno.  E Giuliacci ha pubblicato di recente il saggio, intitolato “ Prevedere il tempo con Internet”. Un’agile guida per la serie ”Viaggiare sicuri,  sapendo il tempo che fa”.

  Geologo, libero professionista, Stefano Lanziello è un naturalista, prima che ambientalista, di solide cognizioni. Il territorio del Parco regionale del Partenio, ch’è il più esteso della Campania, coincidendo con i gli ambiti delle province di Napoli , Avellino e Benevento, non ha nessuno mistero per Lanziello. E le aree dello studio pubblicato sono parte integrante del Parco. E va ricordato che all’impegno personale diretto di Stefano Lanziello si deve la realizzazione,in auto-produzione, dell’eccellente film-documentario a colori  sulle Quattro stagioni di vita del Parco del Partenio. Un’intelligente operazione culturale e di divulgazione,  che ha incontrato positivi riconoscimenti nelle scuole e nei Circoli d’impegno civile, operanti sul territorio.

   La ricognizione sulle precipitazioni nevose è stata incentrata sulla serie storica dei trenta anni, secondo lo standard richiesto dalla World Meteorological  Organization. Un arco, che garantisce la disponibilità di dati certi, per  un’ acquisizione non sempre agevole, anche per le difficoltà che s’incontrano nelle misurazioni con l’utilizzo dei nivometri. Da evidenziare che ciascuna nevicata  è stata  “osservata” dagli autori della ricerca ogni sei ore al giorno, coprendo  le 24 ore  del giorno interessato dalla precipitazione e rispetto a 5 distinte fasi altimetriche. E va considerato che lo scioglimento delle nevi delle aree montane in esame  concorre ad alimentare il bacino idrografico di quella che comunemente è chiamata la piana di Boscofangone, che  in realtà è la Conca nolana,  racchiusa per un verso dal Parco del Partenio e per l’altro lato dal Vesuvio. Come per dire acqua e fuoco,  dirimpettaiora in empatica simbiosi, orain conflitto devastante per la vita degli uomini e dei loro insediamenti produttivi ed abitativi; conflitto,  per nulla eccezionale e che rientra nell’ordine naturale delle cose, a cui, però, l’uomo con la sua superba e totale…insipienza non manca di dare il suo apporto…

 Né va dimenticato che il  bacino idrografico della Conca è  attraversato da un fitto reticolo di falde acquifere superficiali, un tempo largamente funzionali all’irrigazione dei suoli agrari, per tre o addirittura quattro raccolti annui, e da falde acquifere “profonde” ; una Conca, da tenere sotto costante e organica osservazione. Un obbligo di normalità, su cui gli uomini fanno calare l’oblio troppo frequentemente. Ed è-questo- un discorso a se stante, che non rientra affatto nelle finalità di rigorosa ricognizione scientifica dell’opera di MazzarellaGiuliacciLanziello. Di certo, il ventaglio di informazioni, con cui si dispiegano  le risultanze del laborioso e paziente studio condotto, è di rilevanza primaria per gli esperti di climatologia, scienza in costante evoluzione, grazie ai sofisticati apporti tecnologici dell’informatica, nel dare la puntuale rappresentazione dei fenomeni, che investono la vita e le leggi, da cui sono regolati gli equilibri della Terra.  

   Il volume è in formato cartaceo e contiene un Cd, nel quale  il catalogo cognitivo delle nevicate è riportato in formato Excel. Sarà presentato, entro la fine di giugno, dalla civica amministrazione nella sala consiliare del palazzo Municipale, a Baiano, con la partecipazione degli autori.

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